Safe: La recensione della serie Netflix Michael C.Hall torna nel mondo delle serie TV con un thriller corale

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Dopo aver annunciato l’intenzione di abbandonare il mondo delle serie TV Michael C.Hall ( Dexter) torna nel mondo televisivo con Safe, la serie thriller in 8 episodi rilasciata lo scorso 10 maggio sulla piattaforma Netflix.

La trama di Safe parte da un idea di Harlan Cober, uno degli autori più popolari al mondo con oltre 70 milioni di copie vendute, una notizia che sicuramente ha contribuito ad’aumentare l’interesse del pubblico sulla serie, cosi come le attese.

La storia di Safe si ambienta in una comunità chiusa, separata dal mondo da una recinzione, una piccola società dove tutti conoscono tutti. Il protagonista Tom Delaney è un chirurgo vedovo con 2 figlie, non ha ancora superato il lutto ma cerca di andare avanti e farsi una vita, una sera la vita dell’intera cittadina sarà sconvolta dopo la sparizione di sua figlia, durante una festa in cui è stato compiuto anche un omicidio.

La trama ovviamente narrerà delle indagini portate avanti dall’uomo, intenzionato a scavare a fondo per capire l’accaduto di quella notte, ribaltando le vite dei suoi concittadini e scoprendo quanto profondi possano essere i segreti che quel cancello nasconde

La parola Safe, che fa da titolo a questa serie, è in realtà solo un illusione data dal controllo che gli abitanti pensano di avere sul mondo esterno, un mondo che Cober smonta sempre più con il passare degli episodi sottolineando come l’oscurità si annidi dentro ognuno di noi – per quanto insospettabili possiamo essere- e che un muro non può tenerla all’esterno.

La trama mette Michael C. Hall al centro di uno sviluppo corale, che tocca molti personaggi e altrettante sotto-trame parallele, destinate ad affiancarsi e fondersi con quella principale, una scelta che in qualche modo potrebbe aver fin troppo allargato gli orizzonti di questa serie, non permettendo alla sceneggiatura di concentrare gli sforzi in una sola direzione e disperdendo molto del potenziale costruito da un buon inizio. Nonostante la trama si espanda molto, la regia pulita e un buon utilizzo dei flashback mantengono sempre chiari gli elementi chiave nella mente dello spettatore, ma il tutto ha l’aspetto di un compitino realizzato ottimamente senza mai provare ad osare.

Il risultato finale è ben fatto, ma le alte aspettative dietro il progetto ne escono in parte rimaneggiate, nessun effetto delusione, ma qualche piccolo accorgimento in fase di scrittura avrebbe sicuramente giovato.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD