Hellboy: La recensione in anteprima La creatura nata dalla mente di Mike Mignola torna sullo schermo, riuscirà a far dimenticare i film di Del Toro?

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Hellboy è tornato ed è più indemoniato che mai nel reboot della saga tratta dai fumetti cult di Mike Mignola. Il leggendario supereroe demoniaco, detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) che protegge la Terra dalle creature soprannaturali che la minacciano, è chiamato in Inghilterra per combattere tre giganti infuriati. Qui scoprirà le sue origini e dovrà vedersela con Nimue, la Regina di Sangue, un’antica strega resuscitata dal passato e assetata di vendetta contro l’umanità. Hellboy dovrà cercare di fermare Nimue con ogni mezzo, in un epico scontro per scongiurare la fine del mondo.

A dirigere il ritorno di Hellboy nelle sale cinematografiche troviamo Neil Marshall, regista che in passato ha diretto diversi episodi TV – GOT su tutti, senza dimenticare anche Westworld e Lost in Space– ma soprattutto il film cult The Descent – Discesa nelle tenebre . Il compito prefissato per questo cinecomics sulla carta è tutto, ma non semplice, far dimenticare al pubblico la precedente iterazione cinematografica del personaggio.
Un impresa complicata visto che i precedenti film, che hanno visto la firma il regista premio Oscar per La forma dell’acqua Guillermo Del Toro, sono entrati fin da subito nel cuore degli spettatori, diventando piccoli cult e costruendosi attorno una discreta fanbase, anche grazie ad un’ottima interpretazione dell’attore Ron Perlman nei panni del rosso protagonista.

La missione è quindi quella di cancellare la delusione dei fan, che per anni hanno atteso invano il ritorno del loro eroe per completare la trilogia a lui dedicata,  trovandosi sorpresi – e non tutti contenti – davanti al progetto di un restart per il franchise trasposizione dei fumetti Dark Horse.

Mike Mignola, creatore del personaggio, ha collaborato in praticamente ogni aspetto della produzione di questo film e il risultato è lo specchio fedele di questa collaborazione, quello che vediamo sullo schermo è il suo Hellboy, il suo modo di vedere la creatura a cui ha dato vita e sostanza in tutti questi anni.

La sceneggiatura ci mostrerà la classica creatura dall’anima divisa, un anti-eroe in bilico fra il mondo degli umani e quello dei mostri, un setup molto semplice e rodato – dalla traiettoria prevedibile – dove a fare la differenza è l’intero contorno costruito per esaltarne la storia.

Funzionano tutti i personaggi, a partire dal protagonista interpretato dalla star di Stranger Things David Harbour, che non ricalca quanto fatto da Perlman in precedenza, ma porta sullo schermo una nuova versione – l’unica secondo Mignola stesso – capace di strappare più di un sorriso, ma soprattutto di dare la giusta fisicità a Hellboy. Facendo una scelta possiamo però dire che la meno convincente ci è sembrata la prestazione di Mila Jovovich nei panni di Nimue.

 

La pellicola di Neil Marshall centra in pieno l’obbiettivo principale, quello di intrattenere la sala, dosa con sapienza le scene d’azione – ben coreografate – e le esalta con l’utilizzo della colonna sonora, una selezione di tracce in grado di dettare il ritmo e caricare lo spettatore. La CGI è ben fatta e convincente, la produzione ci aveva promesso un film con una buona dose di violenza e splatter, un impegno assolutamente mantenuto.

Hellboy è una pellicola in grado di accontentare tutti gli spettatori, sia quelli che già conoscono e amano  le avventure di Anung Un Rama, ma anche chi si avvicina per la prima volta a lui visto che la trama al suo interno ne racchiude le origini.

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD