Osmosis: la recensione della prima stagione disponibile dal 29 marzo su Netflix lo show che ci porta in un mondo dove trovare l'anima gemella al 100% compatibile è possibile

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A partire dallo scorso 29 marzo è stata resa disponibile su Netflix la prima stagione della serie francese Osmosis, creata da Audrey Fouché, una season breve – di soli 8 episodi – con un cast che comprende Hugo Becker, Agathe Bonitzer, Stéphane Pitti e Gaël Kamilindi

Una serie appartenente al filone della” fantascienza delle emozioni”che ci porta in una Parigi del futuro, dove le applicazioni per trovare l’anima gemella e l’amore sono sempre più comuni e usate. I protagonisti sono due fratelli Esther e Paul, e la loro tecnologia rivoluzionaria – Osmosis – che tramite un impianto promettono agli utilizzatori di scovare la loro anima gemella, compatibile al 100% .

La tecnologia in questione è però ancora in fase di studio(quella che in gergo informatico si chiama Beta testing), in attesa di essere lanciata sul mercato, viene quindi sperimentata da 12 candidati, che proveranno su loro stessi tutte le potenzialità, i problemi e i misteri che Osmosis nasconde.

Il futuro proposto dallo show Netflix forgia la sua trama nel simil-realismo, portandoci in un mondo sempre più plausibile dove la ricerca dell’amore si è fatta ossessiva al punto da richiedere l’ausilio della tecnologia. Ma è possibile rendere l’amore una scienza esatta? garantire al 100% l’esistenza dell’anima gemella?? questa persona ricambierà? ovviamente tutto (anche se solo superficialmente) queste domande verranno prese in esame all’interno di Osmosis, che – almeno inizialmente- sembrerebbe mostrarci un mondo che ha decostruito questo sentimento ri-plasmandolo in qualcosa di “tangibile” come una serie di dati da comparare e analizzare, salvo poi lanciare un messaggio diverso e quasi opposto.

Allo spettatore vengono lasciate diverse domande di difficile risposta, mostrandoci un mondo che con tutte le sue forze sembra intenzionata a controllare una delle ultime forze primordiali rimaste incontrollabili, quella dei sentimenti.
Ovviamente proprio questi quesiti saranno il pilastro fondamentale dove si poggia Osmosis, che nasconde dietro questa aurea di freschezza data dalla sua natura da prodotto utopico derivato di “black mirror” una trama che a conti fatti si presenta semplice, con un pizzico di dramma familiare e qualche lotta fra competitor, bilanciando le sue componenti interne ma senza riuscire mai a fare il salto di qualità.

Se amate questo tipo di serie Sci-Fi, Osmosis merita una chance, se invece preferite qualcosa di più movimentato quasi sicuramente rimarrete delusi.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD