Esiste scolpita nella mente dei fan di del genere fantascientifico letterario, un tipo di storie che non si dimentica, quelle che – spesso con un gusto molto classico – riescono a entrare nella mente del lettore con le loro domande e i loro dubbi. Si tratta di un sapore che con il passare degli anni sembra sempre più difficile da riprodurre, ancora più raro da trovare se ci addentriamo nel mondo del piccolo e del grande schermo e nell’universo delle grandi produzioni, probabilmente perchè questo tipo di storie non sempre incontra il favore dello spettatore e richiede moltissimi sforzi per essere ricreato, come fosse un difficile esercizio fra scienza e magia.
Se siete alla ricerca di questo sapore che vi sembra dimenticato e lontano forse il catalogo di Amazon Prime Video ha una novità per voi, Tales from the Loop, tratto dal lavoro dell’artista svedese Simon Stålenhag, una serie di illustrazioni che mostravano un mondo che mescolava oggetti di chiara ispirazione sci-fi alla natura rurale. Da questa idea nasce la serie scritta da Nathaniel Halpern e affidata a una serie di registi che comprende Ti West, Charlie McDowell e Jodie Foster, portando queste illustrazioni a muoversi e diventare storie dai tempi diradati ed eterei, privi di riferimenti temporali, piccole perle guidate dall’emozione.

Si tratta di una serie che potremmo definire antologica, ma che in realtà non lo è. Gli otto episodi che compongono questa prima stagione sono infatti in qualche modo tutti intrecciati, gli eventi del precedente sono visibili nel successivo, a volta in maniera impercettibile, ma sono i dettagli che rendono ancora più forte e funzionante l’intero insieme.
La trama parla delle storie degli abitanti della cittadina posta sopra al Loop, un laboratorio misterioso e sotterraneo dove si compiono esperimenti “per rendere possibile l’impossibile”, questi tentativi di comprendere la natura dell’universo plasmano la città e i suoi stessi cittadini, ogni episodio ci permetterà di vedere come .
Tales from the Loop non è una visione adatta per tutti gli spettatori, richiede che chi la osserva sia presente davanti allo schermo con gli occhi, la mente e il cuore. Ciò nonostante deve essere anche in grado di “sopportare” il peso di una narrazione estremamente rarefatta, dove il tempo sembra rallentare ben oltre a quello reale dell’episodio, raccontando situazioni non facili da digerire come la morte, la solitudine o il semplice passare del tempo.

Oltre al cuore anche l’occhio vuole la sua parte e questa serie non lesina nemmeno dal punto di vista estetico, sfruttando una fotografia che trasporta tutta la potenza delle illustrazioni da cui nasce in un mondo in movimento, esaltandone le strane tecnologie e inglobandole perfettamente nel paesaggio e nelle situazioni quotidiane.
Se siete in cerca di qualcosa da guardare che vi lasci qualcosa più di un semplice ricordo dopo la visione Tales from the Loop potrebbe essere ciò che vi serve. Non vediamo l’ora di sapere se verrà realizzata una seconda stagione.