La Belva: La recensione

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Su Netflix da qualche giorno è arrivato La Belva, ultima fatica partorita dalla casa di produzione Grøenlandia
Una realtà, quella fondata da Rovere e Sibilia che tenta costantemente e con tutte le sue forze di portare un po’ di innovazione al cinema italiano, che ormai da anni è reputato fermo e stagno nei suoi generi, con una spinta innovativa molto vicina allo zero e tenuta in piedi solo da progetti di nicchia o qualche sognatore come Roberto D’Antona . Da questa fucina infernale di idee sono usciti prodotti come la saga Smetto quando voglio o Il Primo Re, ma anche questo ultimo arrivato La Belva, di Ludovico Di Martino, che ancora una volta tenta di dare al nostro paese un area più internazionale.

Ecco quindi che sulla piattaforma di streaming troviamo un action movie di quelli che non ci aspetteremmo di vedere prodotto qui da noi, lontano dal solito cinema Italiano.

La belva racconta la storia di Leonida Riva, un ex militare che soffre di stress post-traumatico e dopo essere tornato alla vita normale non è più in grado di reinserirsi nella società, troppa violenza e troppi traumi nella sua mente che lo costringono ad abusare di medicinali e non riescono a permettergli un legame stabile con la sua famiglia, soprattutto con i suoi due figli: Matteo e Teresa.
Quando la più piccola viene rapita da dei misteriosi malavitosi, Leonida decide di mettersi sulle loro tracce per vendicarsi e riprendersi Teresa, una missione portata avanti a testa bassa e con tutta la sua rabbia, con il puro intento di farla pagare a chiunque provi a mettersi in mezzo . Una sorta di corsa contro il tempo tra inseguimenti in auto e combattimenti fisici, fatti di ossa che si spezzano e sangue, niente di particolarmente coreografato, pura efficacia rozza e funzionale, quello che ci potremmo realmente aspettare da un ex militare dipendente da medicinali.

La belva è Fabrizio Gifuni, non solo nel senso che il suo Leonida è il personaggio a cui viene dato questo appellativo, ma proprio nel senso che è l’anima e il cuore di questa pellicola. Interpreta alla perfezione il personaggio perchè ne ha l’attitudine e il fisico, mette sullo schermo fame e rabbia giuste e il risultato è ottimo.

Il film di Ludovico Di Martino strizza l’occhio alle pellicole d’azione del cinema internazionale di puro intrattenimento, offre allo spettatore una piacevole serata dandogli esattamente quello che si aspetta. La Belva è  come un compito che prende un voto più alto del dovuto per l’impegno dimostrato, per la tenacia con cui è riuscito a portare a casa un risultato insperato sotto diversi punti di vista, dal sonoro ai combattimenti.

Pellicole come La Belva devono essere il fondamento su cui costruire un’identità moderna e più esterofila per i nostri titoli, ma devono assolutamente essere viste come la base da cui partire, non come punto di arrivo, altrimenti si corre il rischio di continuare ad avere questi lampi estemporanei e privi di continuità

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD