Proxima: La recensione in anteprima del film a Oltre lo Specchio

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Nella cornice – virtuale – del festival Oltre lo Specchio 2020 abbiamo avuto modo di vedere Proxima, film diretto dalla regista Alice Winocour e presentato al Toronto International Film Festival 2019. 

Sarah, la protagonista interpretata da Eva Green è la madre di Stella, una bambina di 8 anni con problemi di apprendimento, ma Sarah è anche un ingegnere aerospaziale, scelta per partire per una missione spaziale che la terrà per almeno un anno lontano da Stella. Proprio questo è il centro di Proxima, il dramma di una donna astronauta che si trova a dover affrontare giorno per giorno le sfide fisiche e mentali che la sua professione gli impone, ma che ci mostra anche i  suoi sacrifici in nome di quella occasione di realizzare il proprio sogno che arriva una volta sola nella vita, un treno che bisogna essere pronti a prendere oppure a perdere per sempre.

Quello della Winocour è un film che ci porta volontariamente all’interno del mondo quotidiano di una donna astronauta nel suo training pre-missione, ci mostra come Sarah si sottoponga a prove che richiedono standard altissimi senza voler rinunciare al suo essere donna o chiedere un trattamento più leggero per questo motivo. L’incedere della trama è volutamente lento, quasi fosse un documentario, per questo potrebbe portare qualche spettatore ad annoiarsi durante la visione. Se state cercando un film ricco di effetti speciali che vi porti ad esplorare lo spazio sappiate che rimarrete delusi.

Nonostante sia profondamente legato allo spazio, il film non ci porta mai veramente a staccare i piedi dal suolo terrestre, ci mostra la preparazione a un lungo distacco che non vivremo mai interamente, preferendo invece concentrarsi su come debba farsi valere per affrontare l’ambiente maschilista del suo lavoro e la sensazione di colpa come madre.

Ottima la prestazione di Eva Green, in grado di regalare un personaggio chiamato ad essere costantemente in bilico tra forza e fragilità. Altro punto di forza è dato dal fatto che il film sia stato girato in location reali, in veri centri di addestramento per astronauti dell’ESA , una scelta che dona alla pellicola uno strato di realismo ulteriore.

 

Proxima, come dimostra la galleria di immagini nei titoli di coda –  è un film dedicato alle “donne dello spazio”, un omaggio al loro valore e al loro percorso duro e fatto di scelte difficili, un’approccio più umano e intimista al mondo dei viaggi spaziali.  Si tratta infatti di una situazione a cui tendenzialmente non siamo più abituati, quella di un viaggio che ci porti così lontano dai nostri cari da rappresentare un totale distacco da essi, lo spazio e la sua esplorazione futura ci riproporranno sicuramente questa tematica negli anni a venire .

La sensazione che abbiamo avuto guardandolo è che ci fosse moltissimo potenziale all’interno della trama, ma che il risultato finale non riesca a fargli spiccare il volo, pur regalandoci una visione solida e convincente.

 

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD