The Prom: La recensione del film di Ryan Murphy

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Dee Dee Allen e Barry Glickman  sono star del palcoscenico di New York City alle prese con una situazione critica: il loro nuovo e costoso spettacolo di Broadway è un grosso flop che ha improvvisamente distrutto le loro carriere. Nel frattempo, in una piccola città dell’Indiana, la studentessa del liceo Emma Nolan sta vivendo un dispiacere molto diverso: nonostante il sostegno del preside del liceo il capo dall’associazione genitori-insegnanti le ha vietato di partecipare al ballo di fine anno con la sua ragazza, Alyssa . Quando Dee Dee e Barry decidono che la difficile situazione di Emma è la causa perfetta per aiutarli a riabilitare la propria immagine pubblica, si mettono in viaggio con Angie  e Trent un’altra coppia di cinici attori in cerca di un’ascesa professionale. Ma il loro egocentrico attivismo, tipico delle celebrità, gli si ritorce inaspettatamente contro e i quattro si trovano a capovolgere le proprie vite mentre si riuniscono per offrire a Emma una notte in cui può celebrare chi è veramente.

Questa è la trama di The Prom, in arrivo l’11 dicembre su Netflix diretto da Ryan Murphy. Il prodotto – parte di un remunerativo accordo tra il regista e il colosso – è la trasposizione dell’omonima opera di Broadway
Una pellicola che mostra tra canzoni, splendidi colori e piroette una lotta contro la discriminazione di genere, dove a fare da veri mattatori troviamo una Meryl Streep sempre a suo agio nel genere musical e un James Corden in un ruolo queer che sembra scritto apposta per lui.

Nonostante la loro prestazione però la sensazione che abbiamo avuto vendendolo è che qualcosa nelle 2 ore di film non scorra fluido come dovrebbe. A farci storcere il naso potrebbe essere stato un buonismo eccessivo, forse addirittura forzato, che vede dei cambi di idee repentini e netti avvenire quasi istantaneamente.

Gli altri personaggi del cast, compresa una big come Nicole Kidman, risultano in secondo piano, divorati dal poco spazio e dai personaggi di Corden e della Streep che giganteggiano sulla scena, il che è un male visto che la vera protagonista dovrebbe essere la storia di Emma e il suo modo di aprire gli occhi alla sua piccola cittadina borgese, invece ad aprire gli occhi alla sua piccola città saranno 4 attori di Broadway arrivati con intenzioni decisamente poco nobili.

Ovviamente una parte fondamentale di un Musical sono le canzoni, quelle di questo film funzionano e hanno buon ritmo, non sono entrate in loop nelle nostre playlist come il ciclone La La Land, ma funzionano benissimo. Per i più abituati alla lingua inglese, le canzoni sono lasciate in lingua originale e accompagnate da sottotitoli, le parole non sempre coincidono 100% con la loro versione in lingua e questo potrebbe portare a un po’ di fastidio durante l’ascolto.

The Prom ha però il pregio della regia di Murphy, che nonostante non abbia voluto rischiare occupandosi direttamente della scrittura della trasposizione, si dimostra abilissimo dietro la macchia da presa. Trasporre un musical da teatro al salotto di casa non è sicuramente una missione semplice, molto probabilmente qualcosa nel viaggio si è perso, ma l’importante era riuscire a non perdere il messaggio più importante e legato all’inclusione, quello è arrivato forte e chiaro.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD