Quello di Holmes è un universo che negli anni non ha mai perso la sua capacità di intrigare e attrarre progetti, basti pensare a quello TV con protagonista Benedict Cumberbatch e quello cinematografico dalle tinte più pulp targato Guy Ritchie che vedeva per protagonista l’amatissimo Robert Downey jr Ora dal 26 marzo è disponibile su Netflix Gli Irregolari di Baker Street, una miniserie che per certi versi rilegge e decostruisce il mito di Sherlock Holmes e dell’universo letterario creato da Conan Doyle riplasmandolo e dandogli un taglio più esoterico, horror e teen.
Gli irregolari di Baker Street però non ha per protagonista principale l’iconico investigatore, ma 4 (+1)adolescenti che cercano di sopravvivere alla crudeltà di una città decadente come la Londra di quegli anni. I ragazzi saranno scelti dal Dr.Watson per recuperare informazioni nei vicoli della città, indizi utili per risolvere una serie di casi decisamente insoliti che stanno colpendo la capitale inglese.
La sceneggiatura trasforma Watson e Holmes in gregari, con il primo ridotto a un personaggio cinico ed egoista ed il secondo – tenuto fuori dagli schermi per molti episodi – disegnato come una figura ormai logora e priva delle sue capacità deduttive, debole e tossico.

La serie segue uno schema rodato, che prevede un caso a episodio, con una trama verticale a unire le storie fino all’inevitabile finale che, da un lato chiude i punti rimasti aperte, dall’altro in caso di successo apre alla possibilità di tornare a esplorare le strade di Londra.
Non è tutto oro quello che luccica però, non tutto di questo show ci ha soddisfatto, tralasciando la colonna sonora moderna – che potrebbe urtare un po’ il gusto di qualche spettatore- gli effetti speciali pagano dazio di uno show realizzato con un budget ridotto. In alcuni momenti poi la facilità con i protagonisti maneggiano argomenti tra scienza e pseudo-scienza può facilmente rappresentare un difetto non indifferente.
Gli Irregolari di Baker Street rimane un prodotto estremamente godibile nel suo insieme, forse ci aspettavamo qualcosina di più nell’insieme, ma visto come una sorta di X-Files teen vittoriano è un buono show .