Perfect: un trip allucinato prodotto da Steven Soderbergh

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Esistono pellicole che è difficile categorizzare, perchè per svariati motivi la loro natura è così particolare che diventa difficile da inquadrare all’interno delle caselline già predisposte per altri film. Si tratta di esempi rari, quasi sempre prodotti di nicchia che non nascono per raggiungere la massa degli spettatori.

Sicuramente Perfect di Eddie Alcazar appartiene a questo particolarissimo circolo cinematografico, una pellicola dalla natura estremamente mutevole e complessa che sembra voler essere (e allo stesso tempo volersi apparentemente distanziare) un film, un videoclip o una opera d’arte visiva. Un ibrido che vive fuori da ogni canone del mainstream, benedetto dalla presenza in produzione di un nome altisonante come quello di Steven Soderbergh e giunto nel nostro mercato home-video grazie al lavoro di Blue Swan Entertainment

Perfect è ontano dall’avere una vera struttura narrativa classica, vive di suggestioni audiovisive appoggiate su una trama di comodo. Tutto inizia con un giovane, che al suo risveglio si ritrova con accanto il cadavere di quella che sembrerebbe essere la sua compagna. Grazie alla guida di sua madre il ragazzo si reca in una misteriosa clinica in cui i pazienti possono riplasmare il proprio corpo e le menti attraverso innesti di biotecnologia. Un luogo che riesce allo stesso tempo a ricordarci una clinica e uno strano luogo sacro degno di una setta religiosa, i cui adepti abbracciano la modificazione del proprio io ispirandosi al transumanesimo.

Un viaggio dalle tinte weird estremamente ostico e sperimentale, che sembra trarre ispirazione dalla cura per l’estetica di due “folli” come Refn e Noé, guidandoci in questo strano trip da cui è difficile anche trarre un vero insegnamento di fondo.

Forse proprio questa apparente assenza di significato rende Perfect un film difficile da mandare giù per lo spettatore, quella sensazione di non riuscire ad afferrare fino in fondo il senso e la natura di ciò che si è visto sullo schermo, lasciando solo una strana sensazione destinata ad andarsene lentamente e inesorabilmente.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD