La caccia dei lupi: la recensione

14 0

Degli sbandati vestiti da lupi terrorizzano una piccola cittadina rurale, perseguitando nella notte una giovane coppia che poi viene trovata massacrata la mattina dopo. I fratelli Tommy e June sono i due sfortunati proprietari del ranch in cui vengono abbandonati i corpi. Lo sceriffo locale Luke è l’ex di June e inizia a sospettare fortemente del fratello, diffondendo nel paese scetticismo nei confronti della famiglia. Inaspettatamente, Tommy riesce a catturare uno degli aggressori pronto a uccidere un’altra vittima ma viene rincorso dal resto del gruppo e costretto a rintanarsi nel ranch. Prigioniero in casa insieme alla sorella e al resto della famiglia, sarà per loro l’inizio di una caccia tra gatti e topi con spaventosi risvolti.

Ecco la trama di La caccia dei lupi, thriller\horror del 2020 diretto da Robert Dean e arrivato sul mercato home video italiano distribuito da Bue Swan. 
Le citta rurali degli USA sono un terreno perfetto per ambientare titoli di questo tipo, si tratta di comunità piccole e fatte di proprietà sparse nel raggio di diversi km, dove in caso di emergenza non c’è nessuno che possa sentirti o aiutarti, ancora di più se decidi di ambientare il film in un’era non meglio precisata prima dell’avvento dei cellulari. Sulla carta il terreno perfetto per costruire una trama ad alto tasso di tensione.

Il regista prova a gestire la narrazione attraverso piccole esplosioni di violenza, intervallate da lunghe riprese di calma apparente, dove i protagonisti portano avanti le loro vite ignari di quello che potrebbe accadere loro in quella notte e sfruttando il più possibile la bellezza della location e le vaste immensità che rappresentano la quintessenza dell’immaginario dei Cowboy americani .

Ottima l’idea di lasciare gli assassini totalmente nell’ombra, privi di nomi e di voci, veri selvaggi violenti che comunicano solo attraverso ringhi e grugniti. L’assenza di dettagli e background li rende inquietanti e potenti e le scene che li vedono protagonisti di omicidi e violenze sono le migliori dell’intera pellicola

Purtroppo però le buone idee rimangono sotterrate da un cumulo di difetti più o meno grandi che caratterizzano questo titolo, a partire dall’introduzione di storyline inutilizzate come quella del nuovo possibile sindaco della città, proseguendo con l’assenza di ogni sorta di solidità dei suoi personaggi, vittime di una scrittura per nulla inspirata.

Con una maggiore accortezza dal punto di vista della scrittura La caccia dei lupi avrebbe potuto essere una piacevole scoperta, ma le pecche grossolane rendono la visione frustrante, al punto che quando finalmente dovremmo essere proti per il finale, ci siamo ritrovati solo a sperare nella carneficina.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD