Aniara – Rotta su Marte: Dalla Svezia al pianeta rosso passando per la disperazione umana

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Nel 2019 aveva convito al Trieste Science + Fiction Festival, ora finalmente arriva in DTV grazia a Koch Media il film Svedese Aniara – Rotta su Marte, di Pella Kagerman e Hugo Lilja, tratto dal romanzo sci-fi scritto da Harry Martinson.

Come spesso accade in questo tipo di fantascienza ci troviamo in un futuro non meglio precisato, dove l’umanità ha reso quasi inabitabile il nostro pianeta e le persone hanno la possibilità di trasferirsi su Marte all’interno di delle vere e proprie navi da crociera spaziali ricche di ogni confort. Svaghi tra i quali troviamo anche Mima, una coscienza artificiale in grado di connettersi alla mente degli umani e generare visioni che gli permettano di vivere belle esperienze ambientate sul pianeta terra. Una tecnologia molto suggestiva e intrigante, ma poco frequentata da viaggiatori che preferiscono altri divertimenti durante il loro soggiorno.

Le cose  cambieranno quando un incidente costringerà la nave Aniara ad andare fuori rotta. Una deviazione che viene stimata come di qualche anno rispetto alle 2 settimane inizialmente previste per il viaggio e che finirà per trasformare Mima in un tempio. La protagonista della pellicola diventa così la donna che gestisce questo santuario, costretta a far fronte a un numero inatteso di spettatori in cerca di tranquillità, una tranquillità che terminerà con il sovraccarico della stanza, che darà il via a una spirale discendente all’interno della nave.

Aniara – Rotta su Marte vive dell’evoluzione stessa della sua storia, con il passare del tempo vediamo la progressiva disperazione farsi largo all’interno della società riflettendosi nella decadenza progressiva della popolazione a bordo della nave, sempre più incline a lasciarsi trasportare da violenza, suicidi e culti di massa nel tentativo di trovare un ancora di salvezza in una situazione che sembra non avere fine.

Una visione estremamente pessimista dell’umanità, che si dimostra inaffidabile e incline all’autodistruzione, replicando la propria tendenza a sfruttare la situazione per dimostrarsi come animali violenti e manipolatori, anche quando questa scelta può rivelarsi controproducente e portare alla nostra fine.

Si tratta di un film visivamente molto interessante,  dove i limiti dettati dal basso budget vengono gestiti in maniera ottimale e non risultano mai disturbanti. Se cercate una buona pellicola di fantascienza e non volete la solita favoletta dal finale ottimista, Aniara è un titolo da tenere in considerazione.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD