La guerra dei mondi e lo studio del modello Lasswell

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Perché oggi la visione del film Don’t Look Up non può scatenare il panico, mentre nel 1938 con lo sceneggiato radiofonico di Orson Welles basato su La guerra dei mondi?

Stiamo alludendo a uno spettacolare episodio di cronaca che viene abitualmente citato a sostegno della prospettiva ipodermica riguardo il panico di massa che venne suscitato quando Orson Welles ebbe una geniale intuizione. L’idea fu quella di adattare come sceneggiato radiofonico il romanzo fantascientifico di argomento apocalittico, La guerra dei mondi, scritto da H.G. Wells.

Il caso dello sceneggiato radiofonico tratto dal romanzo di Wells

Lo sceneggiato prevedeva l’interruzione del consueto programma musicale serale con una serie di comunicati dal formato e dal tono molto simile, rispetto a quelli del giornale radio dell’epoca. I comunicati simulavano una serie di aggiornamenti in diretta relativi allo sbarco di un’astronave marziana nei pressi di una fattoria del New Jersey, con conseguente invasione di alieni parecchio ostili. Ora, nonostante all’inizio del programma fosse stato esplicitato che si trattava di un’opera di finzione, alcune cronache riportarono la fuga dalle città di migliaia di ascoltatori terrorizzati, qualche suicidio e danni economici ingenti. Più o meno uno scenario simile rispetto a quello che abbiamo visto nel recente film con Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence, Dont’ Look Up, il cui intento satirico si aggiunge alla grande tradizione statunitense di opere fantascientifiche e allegoriche che sono state prodotte negli ultimi decenni.

Esempi più attuali di fantascienza e fiction verosimile

Del resto anche il mondo della televisione da Twilight Zone, passando per X-files, fino ad arrivare ai più recenti Black Mirror e American Horror Story, hanno narrato vicende verosimili su invasioni aliene, catastrofi e altre calamità naturali. In certi casi la fiction si è avvicinata molto pericolosamente alla cronaca attuale come abbiamo visto con opere come The Stand (L’ombra dello scorpione) di Stephen King, Under the Dome, sempre scritto dal maestro dell’horror King, così come Contagion di Steven Soderbergh, film realizzato dieci anni fa. Tuttavia l’aspetto più interessante è quello legato alla nostra capacità analitica odierna: nessuno infatti dopo aver visto un film o letto una storia verosimile ha creduto che questa potesse davvero tradursi in realtà. Un aspetto che ci mostra come la società e la capacità di analizzare un’opera oggi sia molto cambiata, assieme al mondo che stiamo vivendo. Eppure le reazioni di isteria provocate da una società molto differente come quella della fine degli anni trenta, è funzionale per spiegare la teoria ipodermica e come venne applicato un approccio sistematico di studio dei mezzi di comunicazione di massa. Pur con tutti i suoi limiti dettatati da una storicizzazione dello studio, ancora oggi queste analisi risultano essere efficaci per avere un quadro d’insieme rispetto a quello che stiamo vivendo a livello attuale.

Lo studio di Harold Lasswell, precursore e teorico dei mass media

Tra gli studiosi dell’epoca bisogna citare almeno Harold Lasswell, il quale è considerato come un precursore degli studi sulla comunicazione politica, del quale viene ancora utilizzato il “modello delle cinque W”. Tale modello consiste nel tentativo di mettere ordine negli studi sui mass media, scomponendo l’oggetto di studio in cinque principali variabili. Le variabili sono: Who, What, Whom, Where, What effects, che possiamo tradurre come chi comunica, cosa comunica, a chi, come e l’ultimo, con quali effetti. Questi cinque elementi hanno costituito quindi la base per le principali branche specialistiche della ricerca sui media.

Gli esempi attuali di sociologia e marketing applicato

Ancora oggi quando si parla ad esempio di talent show o di reality, in ambito di format televisivi, tali modelli sono funzionali e applicati a scopo sociologico. Questo approccio è valido anche per discernere sui social media, sui fenomeni di massa come un film e un best seller letterario di successo. Naturalmente costituisce anche la griglia critica per analizzare il fenomeno del mondo dei videogames, visto che le meccaniche fondamentali sono sempre le medesime. Oltretutto come citato in apertura il genere fantascientifico, distopico e catastrofico è alla base di molti videogiochi di diverso tipo, dagli action, alla SF, passando per il genere degli sparatutto, war games e così via. Tutto ciò si può chiaramente applicare anche per il sito di casino online dove l’utente si registra e gioca con denaro vero tentando la sorte al tavolo verde.

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Iarin Fabbri

Spadin (alias Iarin Fabbri) è uno dei fondatori di Project Nerd. E' socio fondatore di Webbare.it che è l'azienda che si occupa di tutto lo sviluppo software e montaggi video e grafica per Project Nerd. Spadin è esperto di retrogaming e comics, più che esperto, possiamo definirlo memoria storica, e si tiene informato sulle serie tv e i cine-comics