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RoFF17 – The Fabelmans, la recensione Alla 17ª edizione della Festa del Cinema di Roma è arrivato anche l'ultimo film di Steven Spielberg

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RoFF17The Fabelmans è il nuovo film di Steven Spielberg ed è stato presentato alla 17ª Festa del Cinema di Roma. Un cast eccezionale: Gabriel LaBelle, Michelle Williams, Paul Dano e Seth Rogen. Anche Jeannie Berlin, Keeley Karsten, Robin Bartlett, Oakes Fegley e Julia Butters. E ancora, Gabriel Bateman, Judd Hirsch, Nicolas Cantu e Sam Rechner. E infine, Chloe East, Isabelle Kusman, e David Lynch. The Fabelmans racconta un dramma familiare che riguarda la vita stessa di Steven Spielberg. Infatti, come il regista, Sammy (LaBelle) è un giovane ebreo che scopre la bellezza del cinema. Ha una madre pianista, un padre ingegnere elettrico e tre sorelle. Per motivi lavorativi, negli anni ’50, la famiglia si trasferisce a Phoenix.

Molto significativo il momento in cui Sammy capisce di amare il cinema, tanto da volerlo fare. Inizia a raccontare piccole storie con le sorelline protagoniste e poi continua con i suoi amici. Una parte importanza della creatività di Sammy è di certo la madre Mitzi. Una donna sensuale, eccentrica, solare, ma anche fragile emotivamente e psicologicamente. Infatti Michelle Williams è molto brava a esprimere con lo sguardo la gioia e la tristezza che fanno a cazzotti dentro di lei. Ogni tanto, però, esagera un pò nella recitazione, appare forzata in alcuni momenti di commozione e di goliardia. In queste occasioni, infatti, appare un pò finta. Poi arriva Monica Sherwood (East), una ragazza che Sammy conosce al liceo.

RoFF17 – Spielberg trasferisce se stesso in Sammy e si fa amare

Tra loro nasce questo legame in maniera molto bizzarra e divertente, una ragazza che sprona sempre Sammy a continuare a fare film. Una cosa è certa, se i momenti seri e un pò tristi sono molto emozionanti, le parti più leggere e divertenti sono davvero intelligenti e spassose. Presente anche Un altro personaggio importante per la carriera artistica di Sammy è il padre, Burt (Dano). Colui che da un lato lo incita a seguire la sua passione del cinema, ma dall’altro la frena, quando capisce che il figlio vuole fare film per vivere. Un uomo buono, bravo nel proprio lavoro, ma anche debole. Innamorato della moglie, tanto da fare un sacrificio enorme per lei. Paul Dano è eccezionale, perfettamente calato nel ruolo, non sbaglia una scena e neanche un’espressione.

RoFF17 – The Fabelmans uscirà nelle sale il 23 novembre 2022

Anche se Mitzi e Burt sono molto importanti per l’intera storia di The Fabelmans, il vero e proprio protagonista è Sammy. Il suo amore per il cinema nasce quando e piccolo e man mano che cresce, esso diventa sempre più forte. Non smette di fare film amatoriali e lo sa fare bene. Così tanto da far emozionare il suo pubblico (quasi sempre amici e familiari), ma soprattutto le persone che si apprestano a fare gli attori per le sue opere. Persino al liceo, a un ballo studentesco, la potenza emotiva di un suo film sconvolge delle vite. È chiaro che Spielberg aveva molta voglia di raccontarsi e si è lasciato andare a ricordi ed emozioni personali. La sceneggiatura di Tony Kushner, pur con qualche debolezza, porta il pubblico dove vuole.

The Fabelmans può piacere a ogni tipo di pubblico, chiaramente, però, sarà il cinefilo colui che si emozionerà di più. È commovente vedere come Sammy tratta la cinepresa del padre, con che cura e dedizione maneggia la pellicola. Taglia, incolla, aggiunge musica, ecc. Sammy è il cinefilo appassionato che vuole vivere esclusivamente di cinema e questo è di una magia incredibile. Quindi, se il lungometraggio di Spielberg ha delle debolezze qui e lì, è maggiormente la parte emotiva a venir fuori. Che ti fa amare Sammy, la sua passione e la sua famiglia. Degno di nota il piccolo ma grande ruolo di Lynch. Rimangono molte cose nel cuore di questo film, ma l’inquadratura finale è pura intelligenza filmica.

Renata Candioto

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, amo il cinema e il teatro. Mi piace definirmi scrittrice, forse perché adoro la letteratura e scrivo da quando sono ragazzina. Sono curiosa del mondo che mi circonda e mi lascio guidare dalle mie emozioni. La mia filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

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