Il ritrovamento di un misterioso mostro in una cava di carbone sette anni prima ha generato dicerie a proposito di una epidemia nella zona, mentre in molti soffrono di disturbi mentali inspiegabili…
Questa è la trama che accompagna The Day of Destruction (Hakai no Hi) del regista Toshiaki Toyoda presentato in anteprima italiana al festival Oltre lo Specchio. Toshiaki è pieno di rabbia e la mette tutta all’interno dei 57 minuti di questo film finanziato attraverso il crowdfunding, la cui uscita era prevista per il 24Luglio la data in cui avrebbero dovuto aprirsi le Olimpiadi 2020 in quel di Tokyo .

Si tratta di un film pieno di metafore e significati nascosti, all’interno di una trama che segue una narrazione confusa e delirante. Una pellicola che si apre con una parte in bianco e nero, dove vediamo un uomo d’affari paga l’ex minatore Tappei per visitare un tunnel di una miniera per vedere un misterioso mostro che si trova al suo interno. Scopriamo poi che Tappei ha intrapreso una sorta di addestramento nel quale salva Kenichi, che tentava di auto-mummificarsi per fermare il virus diffuso dal mostro. Ma The Day of Destruction scava ancora di più nel loro passato per mostrarci dove arriva il suo comportamento, mostrandoci la sorella morta di Kenichi, deceduta poco prima dell’inizio delle Olimpiadi a causa della pandemia. Il mostro è dentro di Kenichi e Teppei dovrà diventare un “lupo” per eliminarlo.
Come vedete non è facile capire cosa vuole dirci Toyoda con la sua storia, ci sono evidenti critiche alla situazione attuale, al capitalismo e un invito all’adattarsi come soluzione per sopravvivere a qualsiasi problema l’umanità dovrà affrontare in futuro. A rubare la scena è il frontman dei Gezan, Mahi To The People,che anche grazie alla sua capigliatura particolare finisce per mangiare la scena in ogni momento in cui il suo Kenichi è davanti alla telecamere

Per quanto riguarda la regia, alcune scene di The Day of Destruction ci hanno colpito per costruzione e intensità, sono pensate per colpire l’occhio e la mente. Stesso discorso vale per la colonna sonora del film, una musica forte e potente che comprende brani dei Gezan, Mars89, Seppuku Pistols e Toshiyuki Terui
The Day of Destruction non è un film, è un urlo di protesta e di rabbia, un tentativo di svegliare gli spettatori, un modo che il regista ha pensato per mostrare a tutto il mondo quello che secondo lui sarà il futuro di tutti noi e come il modo per curare i mali della nostra società sia rinchiuso nel suo finale.