Buon compleanno al marine Flynn Taggart!

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Buon compleanno Doom Guy!

E’ il Gameplay a rendere un videogioco immortale. Non mi stancherò mai di dirlo e DOOM è proprio un esempio perfetto.

 

Per chi non dovesse conoscere DOOM (unistall_your_brain.exe), si tratta di uno dei primissimi FPS della storia videoludica. Rilasciato dopo Wolferstein, i ragazzi della id Software si resero conto che questo genere era il loro campo, così svilupparono il primo DOOM, un videogioco in cui sangue, violenza e atmosfera fanno da padroni in un ambiente lontano anni luce dalla Terra.

 

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CHE CI FACCIAMO SU MARTE?

 

Episodio 1: Knee-Deep in the Dead

DOOM racconta le vicende di uno marine chiamato Flynn Taggart che viene spedito sulla colonia umana di Marte come punizione per aver rifiutato di sparare a civili disarmati, contravvenendo a un ordine di un suo superiore.

Taggart, o semplicemente “Doom Guy”, si ritrova su Marte, precisamente sulla base di Phobos, una delle due lune del pianeta rosso per indagare a un incidente avvenuto nella stazione di ricerca della UAC (Union Aerospace Corporation).

Giunto in base, scopre che la seconda luna, Deimos, è scomparsa e che i vari edifici su Phobos sono esenti dalla vita umana a causa di un’orda di mostri giunti tramite teletrasporto da un’altra dimensione.

Poche chiacchiere insomma, la salvezza dell’umanità spetta a noi e la minaccia demoniaca va fermata prima che questi mostri sbarchino sulla Terra.

 

Episodio 2: Shores of Hell

 

Il protagonista si ritrova in una stanza piena di mostri e apparentemente sembra morirci. Invece viene teletrasportato su Deimos. Al termine della sua seconda avventura, scopre che Deimos è sparito perchè è stato trasferito tra i cieli dell’Inferno.

 

Episodio 3: Inferno

 

Ucciso Cyberdemon che dominava Deimos, Doom Guy precipita nell’Inferno sotto il controllo di Spider Mastermind. Sopravvissuto all’Inferno e ottenuto il titolo “Troppo duro anche per l’Inferno”, il nostro eroe riesce a trovare un modo per tornare sulla Terra, dove lo aspetta un’amara sorpresa. Anche la Terra è stata invasa dai demoni e non è presente anima viva.

 

Episodio 4: Thy Flesh Consumed

 

Il quarto episodio è stato inserito nell’espansione “The Ultimate Doom” e racconta del viaggio di ritorno del Doom Guy. Quest’ultima espansione si rivela addirittura più sanguinolenta e difficile di “Inferno”.

 

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NASCITA DEL MITO

 

Doom nasce nel 1993  grazie al genio di John Romero, Adrian Carmack e Kevin Cloud. Poco dopo Wolfestein 3D, era giunto il momento di sviluppare un nuovo motore grafico e un videogioco che mostrasse le sue potenzialità, lanciando un titolo completamente nuovo ma sulla scia di Wolferstein 3D.

La prima idea del gioco venne cestinata perchè considerata troppo brutale, così Carmack propose un punto di incontro tra Aliens – Scontro Finale e La Casa 2. Così lanciò un’idea: sviluppare un gioco in cui demoni e tecnologia venissero utilizzati per creare ambientazioni spaventose e futuristiche allo stesso tempo. A dare maggior importanza ai demoni fu una serata trascorsa su Dungeon&Dragons, gioco da tavolo preferito degli sviluppatori, mentre l’idea di armi con forte impatto come motoseghe e fucili a pompa è venuta dai film di Sam Raimi.

Inoltre l’idea di base era di realizzare un gioco con sei episodi e cinque personaggi fra cui scegliere, ognuno con le proprie armi e distinte abilità.

Inutile dire che il gioco rilasciato è stato diverso. Nessun personaggio fra cui scegliere, nessun quinto o sesto episodio ma solo tanta violenza, tanti mostri e una valanga di armi. E scusate se è poco!

DOOM è stato un successo fin dal primo episodio disponibile solo tramite un server in un’università che vide il crash in pochi minuti visto l’alto numero di connessioni. Subito dopo, Il titolo venne inviato tramite posta fino a raggiungere un’accoglienza tale da essere messo in vendita.

 

 

 

HORROR, SANGUE E VIOLENZA

 

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DOOM si distingueva dagli altri videogiochi per l’alta violenza senza limiti, per la varietà di mostri presenti e per l’atmosfera tetra. Le musiche, a volte rock e altre di suspence, accompagnavano il giocatore nei meandri di diverse basi infestate, senza sopravvissuti e popolate solo da creature mostruose che non hanno intenzione di scendere a patti.

Ecco DOOM, l’intero mondo ci è contro e l’unica speranza di sopravvivenza risiede nella nostra abilità di giocatore.

 

Il titolo è composto da quattro episodi e disponibili in cinque differenti difficoltà. Ogni espansione contiene uno stile proprio di scenografie e un Boss finale esclusivo per ciascun episodio. L’ambientazione a tre dimensioni rappresentava una novità graditissima per l’epoca che immergeva il giocatore nel gioco e permetteva faccia a faccia con i mostri, sangue a fiotti e, nei livelli più avanzati, un senso di solitudine provocata dalle scarse munizioni disponibili e da nemici sempre più resistenti.

 

L’insieme di queste caratteristiche permetteva al videogioco di risultare divertente, coinvolgente e rigiocabile. DOOM fu convertito per tutte le piattaforme disponibili nel corso degli anni, da quelle meno potenti come il PC Spectrum fino alla prima Playstation passando da Amiga 500 e Super Nintendo e altre ancora. Persino il mondo delle console portatili ha avuto il suo DOOM con l’ottima conversione per Game Boy Advance. Tale fu il successo che venne convertito anche DOOM 2.

 

 

 

NEPPURE L’INFERNO CI HA FERMATI. MA NON ERA FINITA…

 

DOOM continuava a vendere e i ragazzi della id Software vollero sfruttare il successo. Così rilasciarono un secondo gioco, DOOM 2, esattamente un anno dopoIl secondo gioco uscì inizialmente per PC IBM in data 10 Ottobre 1994, esattamente un anno dopo l’originale e vinse un premio come miglior gioco Fantasy o Science Fiction del 1994.

DOOM 2 apportò ben poche novità nel panorama del marine condannato. L’unica vera grossa novità era rappresentata dai nuovi nemici, come lo scheletro dotato di lanciarazzi o l’illuminato capace di evocare altri zombie attorno a se.

Per il resto, il secondo capitolo offriva una sola nuova arma che tutto sommato si rivelava distruttiva. Un semplice fucile a due canne che tritava munizioni ad alta velocità ma garantiva una morte a colpo per la maggior parte dei nemici.

Sul fronte dei livelli troviamo scenari ben più ampi del primo gioco, molti più segreti e una storia ambientata sulla Terra. Il Doom Guy infatti torna sulla Terra dove scopre che i pochi sopravvissuti sono tenuti prigionieri dagli alieni e che lo spazio porto rappresenta l’unica via di fuga, ben difeso dal nemico. Evacuati i sopravvissuti, il marine resta solo sul pianeta Terra finchè non riceve un messaggio via radio dai superstiti che lo avvisano di aver scoperto la sorgente della minaccia aliena.

Il doom guy non ci pensa due volte e si reca laddove vive il demone più grande mai esistito. La missione finale, dal nome Icon of Sin (Icona del Peccato) prevede l’uccisione di un gigantesco demone scagliando svariati missili direttamente contro il suo cervello.

Così si conclude DOOM 2, con il protagonista e i superstiti che tornano sulla Terra per ricominciano una nuova vita.

 

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DOOM NON FINIRA’ MAI

 

Insomma, volevo fare giusto un augurio di buon compleanno a uno dei miei videogiochi preferiti ma l’entusiasmo mi ha portato a scrivere ben più di un messaggio di augurio. Di sicuro, DOOM è un perfetto esempio di come il Gameplay, unito a un’idea innovativa e un pò di coraggio, permetta a un videogioco di divenire immortale.

 

Così come il marine di DOOM.

 

Doom - How we made the classic game

 

 

LINK

Doom 4 totalmente diverso da Doom 3

60 fps e full HD per DOOM sia su PS4 che Xbox One (trailer di DOOM 4)

Daniel Mars

Daniel Mars

Tanti anni sui videogiochi lo hanno convinto che non esiste niente di più importante del GAMEPLAY quando si parla di Gaming. Nonostante illustri capolavori moderni come Fallout 3 o il primo Dead Space, resta ancorato al passato con giochi come Earthworm Jim, Killer Istinct e Megaman X. E' anche fissato con gli X-Men, Donnie Darko e il Monopoly.

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