Visto da me: Revenant

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Revenant, questo film ha avuto una espansione mediatica che non poteva sfuggirmi, in più ero curioso di vedere il film che ha assegnato a Leonardo DiCaprio la nomination all’Oscar.

Partiamo prima dalla trama ed in seguito vi esporrò le mie considerazioni.

La pellicola, dove alla regia troviamo Inarritu, è ispirata ad una storia vera ed è collocata cronologicamente nel 1823 in Nord Dakota. DiCaprio è Hugh Glass, guida di una battuta di caccia alla ricerca di pelli e pellicce, e sin dalle prime scene si ritrova, insieme alla sua compagnia, ad affrontare una battaglia contro gli indiani Arikara. Durante lo scontro, la spedizione viene decimata e, nascondendo le pelli, il gruppo preferisce incamminarsi a piedi nella speranza di evitare futuri incontri con il nemico. Tra i superstiti troviamo John Fitzgerald, interpretato da Tom Hardy e Hawk, il figlio adolescente di Glass, avuto da una donna Pawnee. Le cose si complicano irrimediabilmente quando Glass si ritrova a fronteggiare da solo un grizzly, la battaglia lo lascia in pessime condizioni, ormai prossime alla fine. Fitzgerald si offre di restare per dargli sepoltura, ma lo tradisce in una maniera orribile. La volontà di vendicarsi rimetterà in piedi Glass e darà inizio ad un’avventura leggendaria.

Il paesaggio che fa da cornice alla storia è epico, si divide tra la neve che gela ed il fuoco che scalda. La performance di DiCaprio, per la maggior parte del film, privilegia l’espressione non verbale, in quanto è quasi muta.

Bisogna dire che quando i media ne parlano tanto, poi il nostro giudizio, positivo o negativo che sia, ne rimane condizionato.

Per il mio modesto parere non lo reputo un grande film, nel senso che la storia è pressochè essenziale, ridotta all’osso, una lotta per la sopravvivenza la cui fiamma è tenuta viva dalla sete di vendetta del protagonista, ovvero DiCaprio.

Per quanto riguarda la nomination all’Oscar, ho visto intepretazioni migliori di DiCaprio, alcune delle quali nemmeno l’hanno portato ad ambire al premio e ancora mi chiedo le motivazioni.

Parliamo poi della durata, per me 156 minuti per un film del genere sono troppi e la pesantezza ad un certo punto si fa sentire.

Sia chiaro, il mio non è un invito a non vedere il film, è solo un’opinione, il mondo è bello perchè è vario ed il resto sta a voi.

 

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Antonio De Santis

Antonio De Santis

Esperto di musica e di cinema, si diletta a guardare film mentre ascolta rock!