Gamestop inizierà a pubblicare videogames?

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Gamestop e Insomniac assieme per Song of the Deep

E’ recente la notizia per cui la nota catena di negozi Gamestop, celebre per le sue compravendite in linea con l’idea del Black Capitaslim, abbia finanziato la pubblicazione e la distribuzione di Song of the Deep, progetto redatto e prodotto da Insomniac Games presentato a fine gennaio e accolto tra le insolite braccia del negozio americano. Il fatto che uno storico studio di sviluppo abbia trovato come publisher una società che non è un publisher, è un fatto assai interessante, soprattutto se tale attività si chiama Gamestop.

Subito le speculazioni per cui il negozio americano intendesse approdare nel mondo del publishing si sono fatte avanti, ma il megadirettore dell’azienda, Mark Stanley, onde evitare ripercussioni sul mercato, ha voluto esprimere la sua posizione al riguardo:

Non vogliamo entrare nel mondo del publishing, stiamo semplicemente cogliendo una grande opportunità per collaborare con uno studio in maniera diversa dal solido. GameStop lavora a stretto contatto con i grandi editori da molti anni e la nostra presenza è stata fondamentale per il debutto e lo sviluppo di molti franchise Tripla A. Questo non cambierà, con Insomniac stiamo semplicemente facendo qualcosa di diverso ma non abbandoneremo il nostro mercato

games_all_stars_insomniac_games_team_by_alexray35-d5olyzc Collaborare con Insomniac Games vuol dire collaborare con le migliori menti creative dello scenario videoludico ad alto budget

Gamestop sta cercando in tutti i modi di diversificare il suo Business. Dall’esclusività di alcuni contenuti speciali forniti con il pre-order in negozio, fino alla mobile-zone e ai recenti investimenti nel vestiario “nerd”, Gamestop sta ricercando un modo per sopravvivere a lungo termine al lento processo di digitalizzazione del mercato dell’intrattenimento elettronico. Nessun dirigente vuole che la sua azienda fallisca ed è giusto trovare nuovi appigli e nuovi business.

Il caso di Blockbuster però, insegna che esagerare nel diversificare la propria attività a tal punto di fornire ai clienti un servizio completamente diverso dall’idea dell’immaginario collettivo della propria azienda, non può far altro che peggiorare la situazione. Tuttavia, finanziare Insomniac Games è una idea che sinceramente mi piace moltissimo, soprattutto pensando a quanto il negozio americano potrebbe spingere il prodotto a tal punto da decretare il rinnovato successo della sfotware house di Teo Prezzo (così detto anche Ted Price).

Exterior-Sign2 La fabbrica dei sogni

Il pericolo? Gamestop è pur sempre una società votata al Black Capitalism, ovvero a quella forma di capitalismo estrema per cui qualsiasi prodotto debba essere venduto al prezzo più alto possibile ai costi più bassi immaginabili e il rischio è che Insomniac si ritrovi un publisher esigente nel fornire linee guida rigide e non discutibili. La software House americana è infatti abituata a esprimere la sua creatività con publisher solitamente felici di supportare la fantasiosità dei prodotti Insomniac (come Sony per esempio), ma alla fine anche una dura azienda come Microsoft si è lasciata ammorbidire dall’incredibile creatività dello studios lasciando carta bianca a Ted Price e Team per lo sviluppo di Sunset Overdrive.

Con il potere che ha Gamestop di dirottare le masse, grazie a campagne pubblicitarie al limite del diabolico (ma alla fine è un negozio e per certi versi è lecito far di tutto per ingolosire il pubblico), la possibilità che possa coinvolgere le masse nell’acquisto di un prodotto di Insomniac può essere davvero positivo, a patto che Gamestop non decida di rovinare tutto in nome del Dio Denaro.

Cosa molto probabile.

E il futuro? L’amico Mark è stato chiaro nell’affermare che Gamestop non vuole entrare nel mondo del publishing, ma è palese che tutto questo suoni come un grande esperimento. Se tutto andrà per il meglio, sono sicuro che tra EA Games e Activision, figurerà un altro nome tra le grandi aziende videoludiche americane. Un bene? A voi la sentenza.

 

 

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Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.