Mirror’s Edge: Catalyst si avvicina ai GDR

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E’ praticamente un fenomeno dilagante, ma ammetto che a me piace moltissimo. Alcuni progetti hanno beneficiato dell’introduzione di un sistema di EXP che potesse intrigare il giocatore a compiere più missioni secondarie possibili nell’ottica di sbloccare nuovi contenuti e abilità utili a rendere il proprio personaggio più forte e competitivo, ma l’abuso di questa tecnica di intrattenimento ha dato spesso vita a gravi conflitti con il level design stesso, come in Quantum Break ove l’elementare sistema di EXP implementato si dimostra essere una aggiunta praticamente inutile e a tratti insensata data la natura del gioco.

Sinceramente penso che i titoli Open World siano gli unici a beneficiare di un impianto GDR e sembra che il prossimo Mirror’s Edge: Catalyst non faccia eccezione. Il secondo capitolo della serie dedicata a Faith, che tra le altre cose sarà considerato come vero e proprio Reboot, offrirà uno scenario Open World completamente esplorabile, rendendo il titolo un Must Have per tutti coloro che per tutto questo tempo hanno sognato il ritorno della veloce asiatica.

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La città è la vera protagonista in Catalyst

 

In questi ultimi giorni stanno uscendo nuove e interessanti notizie riguardo al progetto di DICE, tra cui un corposo gameplay che potrete trovare in fondo alla news. Alcune immagini promosse da alcuni insider dello sviluppatore svedese, fanno chiaramente intuire un albero di abilità completamente personalizzabile dal giocatore diviso in tre distinte voci: movimento, equipaggiamento e combattimento. Risulta ovvio che la strada più difficile da intraprendere sarà sicuramente la strada del movimento perfetto, composta da stealth estremo e da un combattimento minimo, ma sembra che DICE abbia comunque voluto fornire una impronta più libera al progetto, lasciando al giocatore l’effettiva scelta di poter ingaggiare i nemici che Faith incontrerà nel suo percorso.

Il primo Mirror’s Edge fece discutere di se proprio per la sua peculiarità di essere uno sparatutto che disincentivava l’utilizzo delle armi da fuoco, le quali erano comunque incluse nel gioco come “contentino” per i più tradizionalisti. Questa volta DICE sembra voler abbracciare un pubblico più ampio rispetto a quello dedico ai videogiochi sperimentali e l’albero di abilità sotto proposto sottolinea la duplice natura del progetto: Sparatutto adrenalinico e Stealth Game da cardiopalma:

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Osservando meglio l’immagine, sembra che ogni abilità di Faith possa essere in qualche modo necessaria al proseguimento dell’avventura, ma sarà opera della bravura degli sviluppatori la creazione di un level design che possa assicurare al giocatore l’effettiva scelta del suo percorso di abilità.

Sinceramente non vedo l’ora dell’uscita di Catalyst, fissata per il prossimo 24 Maggio. EA ha affermato di non essere interessata a una versione VR: tanto meglio (anche se sinceramente sarebbe figo provare una esperienza simile con un visore Vr).

In attesa dell’uscita dell’ultimo gioco di DICE, ecco come promesso il Gameplay prima citato per alleviare l’ansia da Day One:

 

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Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.