Ueda: “The Last Guardian sviluppo travagliato”, farà come Duke Nukem Forever?

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Nella mia carriera di videogiocatore ho osservato decine di esempi come questo. Come non citare l’ormai leggendario Duke Nukem Forever, annunciato nel 1998 e poi pubblicato nel corso del 2011 o Too Human, ennesimo titolo con la promessa di rivoluzionare il mondo del gaming con insoliti schemi di controllo e uscito circa 10 anni dopo il suo annuncio? Nell’industria videoludica sono vari i casi di videogiochi dallo sviluppo “lungo e travagliato”, ma bisogna discernere le varie casistiche.

Ci hanno impiegato oltre 8 anni a creare Bioshock Infinite e circa cinque per il completamento dell’ultimo Grand Theft Auto: è il chiaro esempio di uno sviluppo molto lungo come conseguenza di un lavoro evidentemente mastodontico che ha portato alla creazione di un capolavoro. Ma cosa accade se il lungo ciclo di sviluppo viene utilizzato come giustificazione a una produzione non ben riuscita?

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ICO e Shadow of the Colossus avevano avuto tempi di sviluppo molto lunghi per l’epoca, quindi con The Last Guardian volevamo accorciare i tempi, il fatto che i lavori siano durati così tanto è stato del tutto inaspettato. Il mercato PS3 si è ristretto tantissimo negli ultimi anni, PlayStation 4 invece è una piattaforma in piena salute anche se ammetto che all’epoca non presi bene questa decisione perchè avrei voluto pubblicare il gioco il prima possibile, mentre invece abbiamo dovuto riprogrammare il motore e modificare vari aspetti del progetto per sfruttare le potenzialità della nuova piattaforma

Le parole di Fumito Ueda sono inconfutabili. Al momento in cui sto scrivendo, The Last Guardian sembra ancora un fragile miraggio e l’incredulità è ancora tale da dover per forza di cose chiedermi se la sua uscita imminente sia reale. Fortunatamente lo è e non vedo l’ora di metterci le mani sopra (ho giocato a tutti i videogiochi del Team Ico), ma nei trailer di presentazione per la versione Playstation 4 ho notato qualcosa che non mi ha fatto gridare di gioia.

Il titolo sembra infatti essere il medesimo rispetto a quanto già presentato su Playstation 3 anni fa e la domanda sorge spontanea: che diavolo hanno fatto in tutti questi anni quelli di Team Ico? Hanno creato aerei di carta come i presunti sviluppatori di Ocarina of Time 2? Si sono concentrati su una trama incredibilmente affascinante, ma dannatamente difficile da realizzare in un videogioco?

La mia esperienza mi suggerisce di affermare ancora una volta come The Last Guardian fosse già finito e stra-finito e pronto per Playstation 3, ma che non ci fossero le supposizioni sia economiche che sociali per la sua pubblicazione: vi immaginate quanto avrebbe venduto The Last Guardian su Ps3 se fosse uscito in concomitanza con Black Ops?

Conoscete la risposta.

Tuttavia sorgono i dubbi: se The Last Guardian non fosse un videogioco finito alla pari di MGSV? E se invece non sia affatto qualcosa di bello e proponibile al pubblico? Come detto, un lungo ciclo di sviluppo non sempre vuol significare qualità..

Al momento The Last Guardian mi sembra ormai quasi una produzione indipendente portata con forza su hardware Ps4. Il suo fascino secondo me ne risente del tempo, anche perché negli anni passati la produzione aveva accolto il favore del pubblico con un livello tecnico eccellente, oggi non più competitivo. Per quanto mi riguarda, Team Ico ha sempre creato splendidi videogiochi, ma sono sempre stati “figli del loro tempo”. Pubblicare un videogioco creato e presumibilmente completato tempo fa, in un tempo che non gli appartiene non mi sembra una buona idea per valorizzare il lavoro di questo splendido team di sviluppo.

La soluzione? Proporlo a prezzo budget e sperare che il pubblico apprezzi un presunto capolavoro artistico.

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Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.