Casablanca – La recensione A 75 anni dal suo debutto, torna nelle sale Casablanca, il capolavoro di Michael Curtiz

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Casablanca Poster

La trama

Durante la seconda guerra mondiale, in una Casablanca occupata dai nazisti l’americano Rick Blaine (Humphrey Bogart) gestisce il locale notturno Rick’s Café Américain. Blaine non pare interessato alla situazione politica che lo circonda, così come non sembra curarsi dell’andamento della guerra.

La situazione è destinata a cambiare quando si presenterà al suo locale Ilsa Lund Laszlo (Ingrid Bergman), sua antica fiamma. L’arrivo della donna riporterà a galla un passato tenuto nascosto e costringerà Rick a dover scegliere se esporsi personalmente o meno.

 

Un figlio della Hollywood più matura

Con gli anni Quaranta il sistema Hollywoodiano classico raggiunge la sua maturità. È questo il decennio in cui vengono alla luce le opere migliori di questo sistema produttivo, destinato a mutare a partire dal decennio successivo, per poi sparire definitivamente negli anni Sessanta.

Sono gli anni de Il grande sonno di Howard Hawks, di Arsenico e vecchi merletti di Frank Capra, de La fiamma del peccato di Billy Wilder. Sono gli anni di Casablanca di Michael Curtiz.

Questa maturità è riconoscibile nella capacità del film di utilizzare l’impianto tecnico perfetto, requisito essenziale delle grandi produzioni dell’epoca, per perpetuare degli scopi artistici. Per esempio, la fotografia, con i suoi tagli di luce netti, di chiara ispirazione europea, ci parla della vicenda alla quale stiamo assistendo; vicenda in cui bene e male, luce e oscurità sono in lotta sia nel mondo che nell’animo dei protagonisti.

I grandi attori coinvolti, poi, ci regalano una dei più alti momenti recitativi di quest’epoca. Il disilluso Rick Blaine di Bogart in particolare è oramai un’icona, il personaggio più rappresentativo del grande divo, omaggiato nella storia del cinema un numero infinito di volte.

 

Una particolare contaminazione

Fin’ora abbiamo parlato di quanto Casablanca sia perfettamente inserito nelle dinamiche della Hollywood di quel periodo. Questa affermazione non è però del tutto vera. In particolare, c’è un elemento di chiara rottura con quelli che erano i diktat degli studios: la contaminazione tra generi.

Il film è infatti uno strano miscuglio di melodramma e film politico e riesce, come pochi altri nella storia della settima arte, a mantenersi in equilibrio tra questi due filoni. Non c’è niente di artefatto nel racconto della passione di Rick e Ilsa e, allo stesso tempo, riesce a essere perfettamente credibile la ricostruzione della situazione storica.

In ogni caso, questa ambiguità si risolve nel memorabile finale. La scelta eroica di Rick, che abbandona il suo amore per favorire la lotta al nazismo, rende chiara la sua natura di film impegnato. Non bisogno dimenticarci che Casablanca raggiunse le sale nel 1942, in pieno secondo conflitto mondiale, ed ebbe pertanto una funzione di propaganda bellica assolutamente non secondaria.

Funzione la suddetta che adempie alla perfezione, così come adempie quella di intrattenere e emozionare il pubblico. Quest’ultimo obbiettivo poi è stato centrato in pieno, al punto che ancora oggi, a distanza di 75 anni dalla sua uscita, Casablanca conserva intatta la sua forza e resta uno dei film imprescindibili del cinema americano.

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  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Colonna Sonora
  • Recitazione
4.9

Riassunto

Un film praticamente perfetto per il periodo storico in cui è uscito. Un cult che ogni cinefilo ha l’obbligo morale e artistico di vedere!

Davide Ricci

Studente presso l'università di Firenze, dove frequenta il corso di laurea triennale in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (D.A.M.S.). Cinefilo polemico e appassionato, ha iniziato a scrivere recensioni e approfondimenti riguardanti la settima arte su di un blog personale, che ancora oggi gestisce. Grande lettore di narrativa fantastica sin da piccolo, ha al suo attivo la pubblicazione di diversi racconti. Per alcuni di essi è stato anche premiato in concorsi letterari di livello nazionale.