i 7 fatti più importanti dell’industria videoludica del 2017 Il 2017 è stato un anno molto particolare per l'industria videoludica. Ecco i 7 eventi che secondo noi vale la pena ricordare

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Il 2017 è stato un anno intenso un po’ per tutti. Sarà che la “Crisi Economica” sta abbandonando un po’ tutti i paesi del mondo e che di conseguenza le persone sembrano più produttive ed espressive che mai, ma per quanto riguarda il mondo videoludico questo 2017 è stato davvero qualcosa di molto particolare. Che sia l’uscita sul mercato di pesi massimi quali Horizon: Zero Dawn o Super Mario Odyssey, l’introduzione di nuove console e la promessa di software di altissima qualità, i videogiocatori proprio non se ne possono lamentare.

Tra tutti gli eventi accaduti nell’anno ormai prossimo alla sua conclusione ne abbiamo scelti sette che secondo noi rappresentano al meglio questo strano e intenso 2017. Eccoli esposti di seguito dall’evento meno eclatante a quello più significativo.

 

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7. L’USCITA DI CRASH BANDICOOT

 

Chiamatela “Nostalgia” o semplicemente una sorta di “Ritorno alle Origini”, ma l’uscita della trilogia completamente rimasterizzata di Crash Bandicoot ha segnato in modo indelebile tutta la seconda parte di questo folle anno. Uscito al termine di giugno 2017, le sue alte vendite hanno ribadito come i brand storici che hanno accompagnato la crescita di molti di noi siano ancora molto desiderati. Complice soprattutto l’effetto nostalgia a mio dire, dato che non si vedeva un crash fatto bene da oltre un decennio. Certo è ironico che una Remastered venda molto di più di titoli ad alto budget anche più innovativi, ma la vecchia scuola è sempre dura da battere.

Certo è che la sua uscita ha fatto piacere sia ai piccini che, soprattutto, ai più grandicelli.

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6. SENTENZA UE CONTRO LE LOOTBOX

 

Ha fatto sicuramente scalpore l’iniziativa di un parlamentare Belga che ha definito le Lootbox presenti nei più disparati videogiochi alla pari del gioco d’azzardo tradizionale, proponendo alla corte UE di moderare o addirittura eliminare questo modello di business dal videoludo poiché ritenuto dannoso. E come dargli torto? Le più grandi aziende sul mercato videoludico sono sempre alla ricerca di nuovi business autosostenibili e a quanto pare le Lootbox sembrano essere il mezzo prediletto per massimizzare i guadagni sul lungo termine di un determinato prodotto.

Ma come poterne essere felici di questo? Voglio dire: l’utente finale già sborsa dei gran soldi per acquistare un videogioco i cui contenuti, di diritto (supposto), dovrebbero essere totalmente e completamente sbloccati e disponibili. E se con i DLC si esagerò nel momento in cui grandi aziende come EA Games iniziarono a proporre espansioni single player sin dal day-one del proprio gioco (o come dimenticare gli Online Pass?), a ribaltare la situazione ci pensano le Lootbox che diversamente dai DLC dove paghi per avere ciò che effettivamente “desideri”, si va a letteralmente acquistare la possibilità non certa di poter ottenere quello per cui si ha pagato, proprio come in una Slot Machine.

Una follia commerciale tanto nonsense nel suo spirito, quanto dannatamente lucrativa nell’atto pratico. A quanto pare i videogiocatori sono disposti a tutto per ottenere armi e personaggi con una colorazione leggermente differente in-game.

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5. MICROSOFT E IL LANCIO DI XBOX ONE X

Ogni volta che Microsoft lancia una nuova console sul mercato, quella console registra ordini da record ben al di sopra delle aspettative dell’azienda. Sarà che Phil Spencer non si sbilancia mai con le sue aspettative e che per tale motivo qualsiasi prodotto lanciato dall’azienda che rappresenta registra “vendite record”. Il fatto però è che Xbox One X sembra aver ottenuto un successo tiepido, conseguenza del fatto che la politica di Ms per quanto concerne la sua divisione gaming è tutto purché chiara. Con l’idea delle Universal App di Windows 10 e della possibilità di giocare i titoli Microsoft su qualsiasi piattaforma Windows, risulta difficile trovare un valido motivo per acquistare una Xbox One. Anzi: uno esiste ed è “assenza di problemi”. Si, perché le esclusive Microsoft pubblicate sul Windows Store sono disseminate di notevoli problemi che spesso ne impediscono il corretto funzionamento. Basta accendere il Pc e andare in qualche pagina dedicata a qualche esclusiva Ms nello store di Windows 10 per rendersi conto di quante persone incontrano seri problemi nell’avvio dei videogiochi Xbox pubblicati su Pc.

Che Phil abbia reso le cose difficili ai Pc Gamer per incentivarli a passare a Xbox One? Probabile. Certo è che la potenza di Xbox One X è davvero enorme e per quello che mi riguarda la si può considerare una console di nona generazione. Ora però servono più esclusive: forza Phil!

 

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4. IL SUCCESSO (IMMERITATO) DI PLAYERUNKNOWN’S BATTLEGROUND

Nato come mod per Arma 2 e Arma 3, PlayerUnknown’s Battlegrounds è riuscito a mietere un lento e inesorabile successo nel mondo del Pc gaming. Il motivo? Non me lo spiego nemmeno io dato che il titolo ormai finanziato da Bluehole (una società coreana dedita alla creazione di MMO di dubbia qualità), è programmato coi piedi. Un livello tecnico altalenante basato su di un Unreal Engine 4 letteralmente stuprato, un net-code atroce e una community tossica lo rendono un videogioco pessimo. Eppure è attualmente giocatissimo, tant’è che in poco tempo è riuscito a scardinare Dota 2 dal trono dei videogiochi più giocati su Steam. Sarà per l’influenza totale dei Twitcher (coloro che fanno streaming su Twitch), o dei soliti e sgraditi Youtubers, ma PlayerUnknown’s Battlegrounds è riuscito a piazzare ben oltre le 20 milioni di copie in tutto il mondo.

Un ragguardevole traguardo che mi fa capire quanto il mercato videoludico, ormai, si basi prevalentemente su mode passeggere e distruttive che mettono in mostra software di scarsa qualità affossando invece progetti ben più meritevoli (per dirne una, Horizon: Zero Dawn ha venduto 3.70 milioni di copie in tutto il mondo..se non è ingiustizia questa!

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3. LA RITIRATA TATTICA DI SONY ALL’E3 2017

I saggi giapponesi dicono: “Se avversario essere troppo potente, allora essere meglio scappare a gambe levate!” Deve averla pensata così anche Sony nel corso dell’E3 2017 losangelino, dove l’azienda nipponica ha dato sfoggio di una conferenza risicata e fin troppo veloce nella sua presenza. Il comportamento ambiguo della società giapponese ha però insospettito molti giocatori dato che di carne sul fuoco ne aveva in realtà tanta da mettere in mostra. Eppure, nonostante tutto, ha deciso di mostrare pochi e veloci trailer dei titoli in arrivo nei prossimi mesi dimostrandosi la peggiore delle tre major produttrici di hardware alla fiera di Los Angeles. Sarà che Microsoft con Xbox One X e Nintendo coi suoi nuovi titoli per Switch avevano fin troppo entusiasmato un pubblico che sembrava essere ormai soddisfatto del software (e hardware) presentato, motivo per cui Sony ha deciso di tagliare oltre 30 minuti di conferenza (o così dicono alcuni insiders).

Una scelta saggia, dato che successivamente la divisione Gaming di Sony ha potuto rifare gli occhi di tutti i videogiocatori appassionati nelle successive organizzate in giro per il mondo, tra cui Paris Gamesweek e Playstation Experience. Insomma: talvolta la ritirata può essere la trovata migliore per sferrare un attacco più forte.

 

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2. NINTENDO LANCIA SWITCH

E’ da tempo che affermo come vi siano delle analogie tra Apple e Nintendo. Entrambe le aziende sono state dirette da manager lunatici, entrambe le aziende vengono spesso dichiarate per spacciate ed entrambe le aziende hanno rivoluzionato il mondo con sempre in testa l’idea di continuare a farlo. Effettivamente con Switch, Nintendo si sta risollevando dai grandi problemi incorsi con la pubblicazione di Wii U, una console sfortunata che, secondo i suoi creatori, ha sofferto di un problema legato alla sua promozione su scala globale e al nome somigliante alla console precedente di più grande fortuna. Switch è però qualcosa di più che un salvataggio in extremis. Certo le sue vendite sembrano superare di gran lunga le aspettative di Nintendo (tant’è che vi sono ancora problemi legati alle scorte della stessa), ma ciò che più importa è il fatto che Nintendo è stata la prima, ancora una volta, a promuovere una idea di videogioco tutta nuova. In sostanza Switch è un gaming tablet dalle serie intenzioni su cui poggiano i oltre trent’anni di esperienza dell’azienda di Kyoto in ambito videoludico e la possibilità del tutto automatica di poter giocare comodamente collegati al proprio televisore potendo addirittura condividere in locale l’esperienza ludica senza il bisogno di acquistare nuovi pad.

Un concetto di gioco ibrido e condiviso che tanto sta piacendo al mondo e che ha permesso a Nintendo di risollevarsi dai debiti. E poi, diciamocela tutta, la sua line-up allo stato attuale è una vera goduria per qualsiasi gamer che si rispetti.
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1. GLI INDIE ALLA PARI DEI TRIPLA A

Quello che la Majors non vorrebbero mai che accadesse, ma che sta accadendo. Il 2017 è stato l’anno dei videogiochi indipendenti, di quelli che ne escono oltre 100 al giorno su Steam e che registrano ottime vendite. Un anno strepitoso per tutti gli sviluppatori che si autosostengono, con un mercato che sembra sempre più propenso a supportarli. Merito anche di tecnologie di sviluppo più semplificate e utili, come l’Unreal Engine 4. Giusto per farvi un esempio, il bellissimo Hellblade: Senua’s Sacrifice è stato creato con il motore grafico di Epic Games con un risultato davvero devastante raggiunto da quei pazzi di Ninja Theory in mododel tutto  autofinanziato. Per non parlare anche di Divinity: Original Sin 2, sviluppato e pubblicato dagli stessi Larian Studios che da tempo lavorano alla serie “Divinity” e che nulla sembra togliere a un prodotto ad altissimo budget. Ma potrei citare anche Torment: Tides of Numenera, o anche l’italianissimo Last day of June o l’americanissimo What Remains of Edith Finch.

Quello che voglio dire è che in questo 2017 i videogiochi Indie sono arrivati a toccare livelli di qualità tecnica alla pari dei titoli Tripla A, il che fa ben capire come le grandi società presenti in questo mercato utilizzino male le loro risorse. Perché se un manipolo di persone pagate due soldi riesce a creare un prodotto con un lato tecnico alla pari di videogiochi sviluppati con centinaia di milioni di dollari, ma con gameplay, storie e coreografie nettamente migliori dei prodotti più blasonati, allora vi è davvero un gran problema.

Ma sapete cos’è la cosa più bella? Il fatto che su Steam in particolare, il pubblico non fa più distinzione tra Indie e Tripla A, rendendo ancor più sottile quella differenza di budget e percezione che solo qualche anno addietro sembrava impossibile da bypassare.

Dopotutto, lo dicono tutti: gli indie sono il futuro e ormai, a conti fatti, anche il presente.
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BONUS: IL LEGGENDARIO ANNUNCIO DI BEYOND: GOOD & EVIL 2

L’E3 2017 non è stato un E3 dei miracoli come quello dei 2015 (il quale ufficialmente diede fine alla depressione creativa dell’industria). Tuttavia abbiamo potuto conoscere di persona dei tocchi di stile di grande gradimento. Che fosse Miyamoto a presentare il suo Rabbids (tra le altre cose sviluppato a Milano), o un Phil Spencer orgoglioso del suo nuovo “Mostro”, ciò che sicuramente rimarrà indimenticabile sarà la commozione di Michel Ancel nell’annunciare il seguito dell’acclamatissimo (e davvero poco venduto), Beyond: Good & Evil. Il motivo per cui questo secondo capitolo (che in realtà sarà un prequel dell’originale), è così importante per il grande game designer è insito nel fatto che il primo Beyond, nonostante le bassissime vendite (figlie di una community videoludica ignorante e poco attenta all’arte), è stato sicuramente creato con il cuore di un team che ci credeva tantissimo. Il fatto che Ubisoft ha sbloccato le migliori risorse per la ricerca del secondo capitolo il quale proporrà una ventata di innovazione alla pari di quella presentata nel primo, non può che essere un evento memorabile e leggendario.

E poi, quando un game designer si commuove per una sua personale opera allora vuol dire che siamo davanti a qualcosa di incredibile.

Forza Michel! Vogliamo vedere Beyond: Good & Evil 2 il più presto possibile!

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BONUS 2: UNA COMMUNITY AGGRESSIVA E IPOCRITA

Sarà che il mondo sta cambiando o che i Social Network stanno modificando la nostra percezione del mondo, ma la community videoludica di questo 2017 si è dimostra aggressiva e ipocrita. Come non dimenticare il disastro di vendite di Mass Effect: Andromeda causato da un video parodia pubblicato su Youtube? Come non dimenticare la disfatta di EA Games causata dalle sue politiche economiche? E come dimenticare l’aggressività mostrata a Ubisoft nei confronti della “grafica” di Ac: Origins giudicata da alcuni come troppo poco d’impatto?

Ma sapete cosa mi fa incazzare? L’ipocrisia dei gamer. Perché prima vanno a criticare le animazioni facciali di Andromeda (ignorando per altro l’enorme e dettagliato universo che Bioware ha creato), e poi vanno a comprare PlayerUknown’s Battleground ove qualsiasi animazione è fatta male e iperamente buggata. Analogalmente vanno a criticare EA Games per via delle lootbox inserite in-game quando poi milioni di videogiocatori acquistano milioni di Lootbox su Halo 5, Overwatch o League of Legends. Successivamente vanno a criticare la grafica di Ac: Origins andando poi a giocare e a esaltare Friday The 13th. Capite che la community videoludica nel 2017 si è dimostrata aggressiva e terribilmente ipocrita: dove andremo a finire?

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IN THE CONCLUSION (Si, lo scrivo sbagliato perché mi diverte farlo)

Il 2017 si è rivelato essere un gran bell’anno per tutti i videogiocatori. Sono usciti ottimi videogiochi, ne sono stati annunciati di altri che promettono benissimo e nel frattempo sono uscite ben  due nuove console. E tra una ritirata tattica e la presunzione di rivoluzionare il mondo, il 2018 è ormai alle porte e non è mai stato così interessante attendere un nuovo anno in fatto di videogiochi. Con le uscite previste ne vedremo sicuramente delle belle (Medievil, God of War, Halo 6 vi dicono qualcosa?), ma per quello che mi riguarda se anche il 2018 andrà anche poco peggio di questo incredibile 2017, andrà comunque benissimo.

 

Buon anno a tutti!

 

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Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.