Marvel Inhumans

Marvel Inhumans – La recensione Cronaca del primo passo falso del MCU

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Gli Inumani, come razza, hanno fatto la loro prima comparse nel MCU all’interno di Agent of S.H.I.E.L.D, il loro scopo iniziale era quello d’introdurre il materiale all’interno del vasto universo condiviso della casa delle idee per poi fare da tramite perfetto per il glorioso film dedicato alla popolazione di Attilan.

Qualcosa però è andato storto, qualcuno ha storto il naso e quelli che dovevano moltiplicarsi e prendere il posto degli assenti mutanti ( all’epoca i diritti erano ancora in mano alla Fox ) sono stati degradati ad un blando : l’idea è bella, facciamone una serie TV, però facciamola in grande stile.

Ed ecco che Marvel Inhumans viene sbandierato al mondo come la prima serie totalmente in IMAX ed i personaggi nati da Stan Lee e Jack Kirby nel 1965 riescono addirittura ad entrare nei cinema, con anteprime dei primi 2 episodi in qualche sala sparsa per il mondo, La è stata un po’ ovunque demolita dalla critica, giustamente ?? non del tutto, ma vediamo di capire perchè.

Dopo un colpo di stato militare, la Famiglia Reale Inumana scappa alle Hawaii per salvare se stessa e il mondo che li circonda.

Forse ho stringato qualcosa, ma a grandi linee questa è la trama della prima stagione di Marvel Inhumans, composta da “soli” 8 episodi ( segnatelo alla voce Pro ) molto lontani dall’essere paragonabili al resto delle serie MCU, nemmeno ad Iron First ( con la quale condivide la presenza dietro le quinte di Scott Buck) .

Portare la famiglia reale di Attilan efficacemente sugli schermi non era una missione facile e nemmeno un operazione a basso budget, eppure uno dei problemi principali che sembra aver patito questa serie è proprio quello economico, con tutte le conseguenze del caso.

Inumani

Alcuni hanno trovato i costumi un pochino troppo da cosplayer amatoriale e sotto il livello che ci si potrebbe aspettare in una serie di fascia alta come questa, ma sinceramente al sottoscritto non sono dispiaciuti poi cosi tanto, altro discorso invece riguarda gli effetti speciali.

Gli inumani hanno poteri, per rendere al meglio alcuni di questi poteri devi poterli rappresentare graficamente in maniera opportuna con un ovvia spesa, oppure prendere la via secondaria e limitarne all’osso le apparizioni, rasando Medusa nel primo episodio, costringendo Crystal ad un ruolo di principessa smorfiosetta e mostrando il pezzo da 90 Lockjaw il minimo sindacale per non far vedere che ha problemi ad interagire con l’ambiente circostanze, tutte ovvie circostanze di comodo che impattano pesantemente sul giudizio finale.

Marvel Inhumans

Se la CGI richiede troppo budget possiamo sempre sfruttare i personaggi dando loro una tridimensionalità e delle belle storyline, Marvel Inhumans secondo il mio parere ha sbagliato anche qui, tralasciando la mia naturale simpatia per alcuni attori nel cast ( sono stato fan di Misfits e Lost ) non sono riusciti a farmi provare empatia per nessuno dei personaggi, l’impatto emotivo della scena in cui Medusa viene rasata è nulla se non viene introdotto il personaggio, cosi come la resurrezione di Gorgon nel finale; tutti momenti rubati a possibili scenari futuri, che probabilmente non vedranno mai la luce.

Gli attori fanno quello che possono con i loro personaggi, sugli scudi il cattivo Maximus\ Iwan Reon accompagnato da Karnak\Ken Leung, più difficile era il compito affidato a Anson Mount, per la resa di Freccia Nera è fondamentale la mimica e Anson oltre a qualche faccetta simpatica non è riuscito a trasmettere un gran che, per gli altri c’è ben poco da dire.

Marvel Inhumans

Marvel Inhumans ha come pregio principale la durata e come contro quello di aver sostanzialmente sprecato una grande occasione e un gran numero di personaggi interessanti, il resto è in uno stato di mediocrità che non s’addice a una serie targata Marvel, senza questa pesante effige sulle spalle probabilmente la caduta avrebbe fatto meno male.

La serie si chiude con tanti interrogativi aperti, ma il dubbio più grande è legato al suo rinnovo alquanto improbabile.

 

 

  • Trama
  • Fotografia
  • Location
  • Recitazione
  • Colon
2.5

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD