Commodore 64 Mini presentato a Milano: le nostre impressioni La leggendaria macchina elaboratrice di Commodore è stata riproposta in chiave "Mini" come altre iconi dell'elettronica di massa del mercato anni '80. Abbiamo seguito la presentazione ufficiale a Milano, ecco come è andata

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COMMODORE 64 MINI

Nel soleggiato pomeriggio di Sabato 7 arile 2018, presso Santeria Social Club di Milano, è stato presentato il tanto atteso Commodore 64 Mini. L’evento, organizzato da alcuni grandi appassionati della popolare macchina di Commodore, ha permesso a tutti i curiosi (tra cui noi), di tuffarsi in un passato lontano ormai trent’anni dai nostri giorni fin troppo moderni per assaporare quello che all’epoca era praticamente fantascienza.

Noi di Projectnerd.it abbiamo partecipato alla giornata, scoprendo a nostro piacere un pomeriggio poco nostalgico e molto stimolante. Moderato dal caporedattore di Starmale.org (sito internet che in modo satirico si prende gioco degli stili di vita votati al “benessere”), ha visto la partecipazione di volti noti del passato dell’informatica popolare di fine anni ’80, tra cui leggendari giornalisti dell’epoca, artisti del tempo, insegnanti di informatica e operatori del settore.

 

commodore 64 mini
Tra il vario materiale esposto all’evento vi erano anche riviste dell’epoca dedicate al gaming su C64

 

Tra i vari confronti affrontati dagli ospiti partecipanti, alcuni hanno colpito il nostro interesse. Tali ci hanno permesso di rivalutare la forma nostalgica del C64, osservando come il prodotto di Commodore sia in realtà più attuale che mai. Poco infatti è cambiato dall’epoca dei fatti e anche se pensiamo di essere andati anni luce avanti rispetto agli anni ’80, in realtà siamo ancora fermi al medesimo punto, ma con mezzi diversi. Si pensi soltanto che Commodore 64 può essere considerato alla pari di un prodotto di consumo moderno: sembra un oggetto potente e professionale, ma in realtà offre svago e intrattenimento quanto basta. Un’ idea di computer che centrava poco con i prodotti di IBM e che paradossalmente si avvicinava di più all’idea alla base del Macintosh di Apple che proponeva facilità di utilizzo e una user esperience a interfaccia grafica.

 

commodore 64 mini giornalisti
All’evento erano presenti volti noti del giornalismo di settore italiano dell’epoca

 

Non è un caso che C64 Mini sia votato all’intrattenimento più totale. Assemblato in un piccolo case che riprende le originali forme del “Biscottone“, nonostante non abbia i tasti funzionanti (purtroppo), riesce sempre a stupire per la sua iconicità e familiarità. Di colore marrone (marroncino chiaro stile ospedale), è dotato di una moderna porta HDMI per collegarlo alle più recenti televisioni e di una porta Micro-USB per alimentarlo giacché l’alimentatore non è incluso (mannaggia a loro). Con tanto di logo originale con l’aggiunta della scritta “mini” stampata con il medesimo font, riesce oggi ad essere fruibile grazie a una interfaccia grafica veloce e intuitiva. Considerando che l’originale Commodore funzionava mediante l’utilizzo di una interfaccia a riga di comando e una serie di accessori decisamente lenti nel loro utilizzo (come, per esempio, il lettore delle fatidiche cassette precaricate), poter utilizzare una interfaccia del tutto simile agli altri prodotti “Mini” presenti sul mercato è di sicura utilità per tutti coloro che, al tempo, magari non erano nemmeno nati. Non mancano inoltre due prese USB a cui collegarci eventuali tastiere esterne da utilizzare durante le sessioni di BASIC.

 

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Il C64 Mini è anche dotato di Joystick in corredo che tanto mini non è. Le dimensioni sono praticamente quelle originali ed è ironico constatare come sia effettivamente più grande della “console”la quale, dopotutto, sta tranquillamente in una mano. Già, console. Perché C64 Mini è stato inteso come una “semplice” macchina da gioco. E nonostante all’epoca dei fatti poteva essere utilizzato per i più disparati impieghi (tra cui anche comporre musica), con C64 Mini si può praticamente soltanto..giocare. Una scelta un po’ limitata quella di racchiudere nel marchio C64 soltanto il lato gaming del prodotto, ma alla fine è pur vero che sono stati effettivamente i videogiochi a renderlo leggendario. Come prima accennato, il C64 era più un prodotto di intrattenimento casalingo che un computer vero e proprio: la maggior parte dei Commodore 64 fu infatti acquistato da appassionati che, oltre alla volontà di imparare il BASIC (necessario per poter utilizzare i prodotti Commodore), volevano effettivamente videogiocare.

 

commodore 64 mini evento milano giochi
La lista dei giochi precaricati è interessante, ma non sicuramente completa dei titoli più apprezzati

 

La lista dei videogiochi offerti è piuttosto lunga (64 in totale), ma composta principalmente da videogiochi che probabilmente avreste voluto dimenticare. A migliorare le cose ci pensa la possibilità di caricare Rom esterne direttamente nella memoria del C64 Mini, ma la procedura non è delle più semplici (la procedura può essere seguita qui). L’esperienza di gioco è discreta, ma la qualità costruttiva del Joystick non aiuta (da la sensazione di essere troppo fragile).

In definitiva il C64 Mini è parso ai nostri occhi come un buon prodotto di pura nostalgia, ben disegnato e discretamente assemblato. La dotazione software non è delle più complete, mentre sarebbe stato effettivamente utopico aspettarsi di poter programmare software o altro con il C64 mini esattamente come 30 anni fa. Al proposito questo prodotto è da intendere come destinato a coloro che con il Commodore 64 hanno passato interi pomeriggi a giocare, piuttosto che lavorare con difficili software di calcolo. Al costo di 74,90 euro ci si porta quindi a casa un C64 Mini capace di portare indietro nel tempo qualsiasi videogiocatore ormai perso nei meandri della sua vita. Un prodotto consigliato a chi apprezza il retrogaming, il design vintage e smanettare con il BASIC.

 

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Un Commodore 64 originale in tutto il suo splendore ed esposto nel corso dell’evento in Santeria Social Club

Il Commodore 64 Mini è disponibile all’acquisto su Amazon e nei migliori negozi d’elettronica.

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.