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Peter Sellers: I momenti più esilaranti dell’ispettore Clouseau In occasione dell'anniversario della morte dell'attore inglese, citiamo alcune delle sequenze più esilaranti del suo personaggio.

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Il 24 luglio del 1980 ci lasciava a Londra uno dei più grandi attori – se non il maggior esponente del genere – comici mai esistiti. Peter Sellers, sebbene l’aneddotica abbia lasciato a intendere che sul piano personale sia stato uno dei peggiori esempi di padre di famiglia, nonché una personalità senza di carattere se privata dei suoi personaggi, ha reso un servizio al genere comico con interpretazioni impareggiabili, rese celebri e immortali non solo dal suo talento per la commedia, ma sopratutto per l’impressionante attitudine all’improvvisazione.

Non è un segreto infatti che Peter Sellers abbia conferito successo ai prodotti di Blake Edwards grazie a questa dote, messa in pratica in ogni momento della produzione. All’attore venivano forniti il contratto per la prestazione, la sceneggiatura e alcuni dettagli sul personaggio, ma risultava essere una garanzia di approvazione del pubblico per il tocco di genio inimitabile che lo distingueva.

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Perfino Stanley Kubrick, durante le riprese de Il Dottor Stranamore, non impose a Sellers le sue tipiche regole drastiche, mettendosi per lo più comodo a godersi le improvvisazioni dell’inglese, in quella pellicola alle prese con l’interpretazione di ben tre personaggi – in origine quattro, ma Sellers riuscì ad imporre a Kubrick un cambio di programma – che hanno dato all’attore ampio spazio per manifestare a briglia sciolta i tratti distintivi del suo istinto comico.

Nonostante le grandi collaborazioni e i tentativi per lo più falliti di costruirsi una carriera lontano dai ruoli da caratterista, Sellers è passato alla storia come Chance Giardiniere in Oltre il Giardino – il suo ruolo drammatico per eccellenza, ancora oggi capostipite di una trafila di personaggi viventi sul filo del reale e surreale – e senza dubbio come l’Ispettore Jacques Clouseau, di cui ricordiamo alcuni dei momenti più esilaranti, in omaggio al talento comico di Peter Sellers, diretto da un altrettanto capace Edwards.

“Dobbiamo trovare quella donna!”

Forse la scena più ricordata del Clouseau di Peter Sellers. Giunto a Parigi per iniziare l’investigazione sul primo caso de La Pantera Rosa, l’ispettore impone sin da subito la logica del suo linguaggio. Si impettisce, enfatizzando la mimica durante i momenti di riflessione, come se stesse indagando minuziosamente, dopodiché si alza e volendo dare al momento una solennità quasi teatrale, gira il mappamondo e cita le parole che consacreranno il personaggio, “We must find that woman!”. Peccato che subito dopo, a confermare quanto assurde fossero gli atteggiamenti architettati per darsi importanza, si dimentichi della palla roteante e ci si appoggi sopra, finendo clamorosamente per terra.

Un inizio col botto, che stabilisce immediatamente quale sarà la comicità di questo personaggio e di come Peter Sellers preferirà affidarsi al caso, piuttosto che alla programmazione. La scena infatti non era previsto andasse in questo modo, ma Edwards non diede lo stop e dopo quel lungo momento di silenzio prima della battuta l’attore finì a terra. Buona la prima.

“Insegua quella macchina!”

Tipiche de La Pantera Rosa erano le battute che in qualche modo volevano dissacrare le frasi ad effetto coniate dal cinema giallo e d’azione. In più di un’occasione Peter Sellers recitò battute come “Torniamo in città!”, o appunto “Insegua quella macchina!”, ottenendo come risultato l’esatta applicazione della richiesta. Nella fattispecie, quando chiese ad un autista della polizia di riportarlo in città, questi non esitò ad attendere che i personaggi fossero saliti in macchina, ma prese immediatamente il largo. Quando si dice tempi comici. Esempi perfetti non solo del cinema di Sellers ma ancor di più di quello di Blake Edwards, che già in Hollywood Party fece dare all’attore il meglio di sé con controbattute assurde ma perfettamente in tema – per chi se la ricorda, all’inizio del film il personaggio indiano di Sellers venne radiato dal set da un regista che “non lo voleva più vedere in un film al cinema”, a cui Hrundi chiese con perfetto ebetismo “nemmeno quelli per la televisione?”.

Nella scena sottostante invece Clouseau mostra ansiosamente il distintivo ad un tassista, intimandolo ad inseguire un’automobile. Detto fatto, l’uomo panciuto corre fuori dalla macchina e si mette a correre alle calcagna del bersaglio, sconcertando l’ispettore e gli spettatori, che si godono l’ennesima scena carica di understandment piuttosto che di comicità strappalacrime vera e propria. Un evento assurdo, quasi alienante, ma sottile e intelligente che suggerisce quasi una verosimiglianza con qualcosa che – se ci pensiamo – non è così lontana dal poter accadere nella realtà.

“Morde il suo cane?”

Forse una delle più celebri e intelligenti sequenze assieme a quella del mappamondo, l’incontro tra Clouseau e l’albergatore germanofono è un capolavoro di doppi sensi e ribaltamenti di fronte come poche volte si è visto nelle commedie. Peter Sellers si diletta ancora nell’arte della pantomima, regalandoci stavolta dei misunderstandment meravigliosi. La scena inizia con un primo scambio di battute basate sul fraintendimento che prepara il climax per la frase finale che stende ogni volta per la sua simpatia, contornata dalla faccia indignata ma composta di Clouseau.

Anche qui La Pantera Rosa inscena una circostanza che una volta riflettutoci sopra non è poi lontana dal poter accadere nel mondo reale. In fondo, Seller pronuncia una domanda fine a sé stessa, dando per scontato che dall’altra parte la risposta non sia fuori contesto, cosa che invece accade. “Morde il suo cane?” “No” “Mi pareva avesse detto che non mordeva!” “Sì, ma quello non è il mio cane!”. Talmente intelligente da surclassare il geniale.

Il finale de La Pantera Rosa

Chiudiamo questo tributo a Peter Sellers con una scena che meglio di tante altre esprime al massimo il talento comico di Blake Edwards, come regista e sceneggiatore. Al minuto 0:46 del video sottostante, troviamo un episodio che concilia alla perfezione tempi comici, trovate originali e se vogliamo anche il miscuglio tra virtuosismo e fortuna. In uscita da una festa in maschera, dove ovviamente Clouseau si presenta col più strampalato dei costumi, una sfilza di mezzi di trasporto eterogenei esce dal cancello della magione, al seguito del quale arriva niente di meno che un travestimento da zebra.

Quello che accade in questa scena è difficile da spiegare, si assiste ad un apice comico dalle caratteristiche indescrivibili. Potremmo provarci usando aggettivi come grottesco, esilarante, demenziale, assurdo, geniale, ma alla fine è una sequenza che si descrive da sola. Come tutti gli esempi di comicità basata sulla comprensione piuttosto che sull’emozione, anche in questo caso si resta impressionati dal virtuosismo edwardsiano con una meraviglia singolare. Dopo tutto, non è facile riuscire ad immaginarsi una scena del genere ed essere in grado di spiegarla alla troupe, se non hai a disposizione una grande dote registica… o Peter Sellers.

Per gustarvi alcune delle scene sopracitate e sbellicarvi con molte altre, ne trovate una curata raccolta a questo link.

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Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.