Star Wars: The Rise of Skywalker – La recensione [SPOILER] Se non sei fan della saga ma ti ritrovi a dover guardare questo film, non preoccuparti: ti godrai comunque lo spettacolo.

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Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Don venne mandata a vedere l’anteprima di Star Wars: L’ascesa di Skywalker e si ritrovò, di nuovo, a fare una doppia recensione.
Ebbene sì, di nuovo! Comincio a pensare che dovrei ribattezzarmi Duon. Questa volta, però, non sono divisa tra bimba e adulta come per la recensione di “Frozen 2 –  Il Mistero di Arendelle“, ma tra profana e fan. Perché sono fortemente convinta che un film possa (e debba) essere giudicato anche in base a sé stesso e non solo in base ai suoi… fratelli.
Quindi, senza ulteriori indugi, procediamo. Come sempre: “Questa recensione non contiene tracce di spoiler”.

Il lato chiaro della forza – recensione di una profana.

Se non sei fan della saga ma ti ritrovi a dover guardare questo film, magari perché la tua dolce metà ti ha fatto gli occhioni cuccioli a cui non sai dire di no, non preoccuparti: ti godrai comunque lo spettacolo.
Fan o meno, Star Wars è ormai talmente sotto la pelle di tutti, che anche un profano riconosce le musiche, i loghi e alcuni personaggi. E altrettanto non può fare a meno di avere quella sensazione di familiarità e “calduccio” che trasmettono. Il film scorre leggero e veloce, forse addirittura un po’ troppo leggero, ma si lascia divorare con piacere.
Le scenette comiche sono forse un po’ troppe e ammetto che in una scena dove tutta la sala ha riso, io ho quasi pianto, ma probabilmente è colpa mia.
Certi colpi di scena sono stati, persino per una profana, più che colpi, carezzine adorabili.

In compenso, ho apprezzato molto la delicatezza di certi momenti.

Non sarebbe stato difficile né strano approfittare della scomparsa di Carrie Fisher (spero non sia necessario specificare che parliamo dell’attrice che interpretava la principessa Leia…) per far leva sul cuore di… beh, chiunque. Non era scontato non lo facessero. Anzi, ammetto che un po’ me lo aspettavo. E invece no. Ne sono stata davvero piacevolmente colpita.

Ecco, se devo descrivere il film con una parola, direi che è proprio “delicato”. Nel bene e nel male. E del resto, è comunque un film distribuito dalla Disney.

Chissà se mi manderanno mai a vedere un film non della Disney…
Un ultima piccola critica va al doppiaggio. Al solito non posso parlare dell’adattamento non avendo davanti lo script originale, e in generale mi è sembrato buono. Però avrei fatto un pochino più attenzione alla resa… con la maschera. Fa un po’ effetto “Neon Genesis Evangelion – lo Sdoppiaggio infame“.

In conclusione: film godibilissmo per chiunque. Anche se le cose che non dimenticherò mai sono
1) La principessa/generale
2) Il “E non s’è mai mossa di un millimetro… Complimenti!” (capirete quando vedrete il film. Forse. Se non la capite, chiedete pure nei commenti)
3) Il fatto che dopo anni passati a fare (involontariamente) dei brutti cosplay di Isabeau D’Anjou ed Etienne Navarre di Ladyhawke, ho finalmente visto dal vivo una delle mie autrici preferite, Lorenza Di Sepio, anche lei all’anteprima. Che ho tutti i suoi fumetti firmati e autografati solo grazie ad amici che hanno fatto la fila per me, perché alle fiere non posso staccarmi dallo stand per farle io. Non le ho rotto le scatole, ovviamente. Ma da brava fangirl sono contenta di averla finalmente vista a tipo un metro di distanza.

(E il fatto che sia una delle tre cose memorabili del film, dovrebbe dirla lunga).

Il lato oscuro della forza – recensione del droide protocollare 4N-6L

Star Wars è come quella vecchia maglietta che ami tanto: lo sai che è rovinata. Lo sai che normalmente la butteresti. Lo sai che ha un buco sotto l’ascella e una macchia di caffé che non hai tolto al primo lavaggio, figuriamoci al 100°. Eppure la tieni ancora e la indossi. Che tanto chi ti viene a guardare sotto le ascelle?! E la macchia puoi sempre dire che non l’avevi vista prima di uscire. La ami troppo.
E quindi le perdoni quella macchia di fail di distrazione (sono sicura la noterete anche voi, ma se non lo notate, di nuovo, fischiate nei commenti).
Le perdoni l’aver preso a ceffoni il calcolo delle probabilità e con essa la sospensione d’incredulità per certe scene d’azione. Perché tutto sommato fanno tanto Star Wars e quindi ci passi sopra.
Le perdoni anche il fatto che non sorprenda. Né nel bene, né nel male. Perché comunque a tutti fanno male le critiche e tutti hanno paura di sbagliare. E se il primo capitolo della trilogia era così ammiccante da sembrare quasi un tic nervoso, non puoi aspettarti che il terzo capitolo si distacchi troppo.

Le perdoni anche qualche cliché di troppo e l’eccessivo buonismo. In fin dei conti l’impero di Darth Walt non è mai caduto a differenza di quello di Palpatine.
E apprezzi che la maggior parte delle cose vengano risolte in tempi brevi, senza lasciarti tutto il film a chiederti che cavolo significa per poi arrivare alla fine e dire “Ah, ecco cosa significava!”.
Un po’ meno apprezzi e le perdoni quel deus ex machina che sfida ogni calcolo delle probabilità e della logica che persino la parte profana ha annusato come “WTF?”.
E quel calcio nei denti al… uhm… come dirlo senza fare spoiler? Alla “prima regola del Fight Club: non parlare mai del Fight Club”?

Alla fine della fiera è stato bello tornare a casa, avere le risposte che cercavi, rivedere volti e luoghi che ci hanno accompagnato per tutta la vita anche se le “Comete di Halley” ti fanno storcere il naso, anche se pensi “ma così siamo bravi tutti” … ed esci dal cinema dicendo “odio gli sgusci, ma ho sempre fatto bene a tifare per Anakin”, indossi il tuo elmo, riponi la tua lightsaber e riprendi a respirare… rantolando.

P.S. Il nuovo droide si chiama DO, che in inglese suona come dio, e in originale è doppiato da J. J. Abrams… Coincidenze?! Io non credo!

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  • Trama
  • Regia
  • Fotografia
  • Recitazione
  • Colonna Sonora/Musiche
4.5

Don