Il Buco: La recensione del film

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Ha da poco fatto la sua comparsa nello sconfinato catalogo netflix la pellicola Il buco. diretta da Galder Gaztelu-Urrutia. 

Un film che possiamo catalogare come thriller distopico, dove l’allegoria che si nasconde dietro la trama è la colonna portante per poterne capire a pieno il potenziale.

Il film infatti si ambienta in una prigione verticale composta da un numero non definito di piani – oltre 100 – dove  in ogni piano si trova una coppia di ospiti, rinchiusi per reati o  addirittura volontariamente come il protagonista Goreng. Al centro di ogni piano un’apertura consente a una piattaforma di passare una volta al giorno, portando loro cibo e bevande per soli 2 minuti – senza che possano tenere qualcosa pena la morte – prima di scorrere verso il piano inferiore. Più si è in alto più è facile mangiare, poiché chi sta in basso si nutrirà degli scarti di tutti quello sopra di lui, che si fanno più esigui con il passare dei piani, fino a diventare nulli.

Ogni mese gli ospiti si risvegliano in un livello diverso, che può essere indiscriminatamente più in basso o in alto rispetto al precedente, lasciando a ognuno la possibilità di provare la prosperità o la fame più assoluta.

Il richiamo alle classi sociali e alla disparità che contraddistingue questa divisione è chiaro fin da subito, così come il tema della distribuzione delle ricchezze – rappresentate dal cibo – che sono teoricamente alla portata di ognuno di noi in egual modo, ma che in realtà vedono il nostro destino deciso da chi è più in alto lasciando poi il compito a chi è in basso di fare altrettanto con i livelli inferiori fino a raggiungere il fondo.
Più si va in basso nella prigione, più vediamo come la sopravvivenza sia basata sulla legge del più forte, o mangi o sei mangiato, anche letteralmente se necessario, per rompere questo cerchio è necessario l’aiuto di tutti, bisogna fare in modo che chi è in alto lasci sempre il necessario pensando a chi ha bisogno sotto di lui, solo in questo modo è possibile sconfiggere La fossa e le sue regole.

Il messaggio è la parte più importante di tutta la pellicola, il suo modo di arrivare allo spettatore è facile e diretto, con una buona dose di violenza per rendere tutto visivamente più chiaro. Una visione che difficilmente lascerà lo spettatore indenne, impossibile finire per non avere dubbi sul modo in cui stiamo vivendo la nostra vita, pensare se nel nostro piccolo stiamo lasciando abbastanza a chi ci sta sotto oppure anche noi ci stiamo comportando con ingordigia e avidità, prendendo il superfluo a scapito degli altri.

Il buco nasce da un idea semplice e minimalista, ma che centra completamente il suo bersaglio, una pellicola che non possiamo che consigliarvi di vedere.

 

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD