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Lettera al Re: La recensione della prima parte dello show Netflix

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Netflix torna a esplorare il mondo delle trasposizioni di opere fantasy, questa volta tocca al romanzo per ragazzi di Tonke Dragt dare vita a una serie TV intitolata Lettera al Re, con una prima stagione in 6 puntate disponibile dal 20 marzo 2020.

Si tratta di uno show fantasy dalle caratteristiche decisamente molto classiche e poco originale, ci troviamo in un mondo simil-mediovale dove diversi regni sono in guerra ormai da tempo, dove c’è una profezia che vede l’arrivo di un uomo che può sconfiggere le tenebre e dove il protagonista della storia è il classico personaggio inizialmente inadeguato al ruolo, ma che sembra destinato a grandi cose e che ovviamente affronterà un percorso di crescita e scoperta dei propri mezzi all’interno degli episodi .

Questo è Tiuri, 15enne dalle scarse capacità combattive in un mondo che lo vuole cavaliere a ogni costo, la sua strada in maniera fortuita si incrocerà con quella di un altro cavaliere che gli affiderà una pericolosa e segreta missione

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Il target di riferimento di Lettera al re è chiaro fin da subito, si tratta di una storia costruita per un pubblico molto giovane, quello che ormai sembra essere diventato il vero obbiettivo principale della piattaforma di streaming visto il sempre più amplio spazio dedicato a questo tipo di prodotti.

Nonostante la mancanza di originalità ci troviamo davanti a una serie ben realizzata, con una trama caratterizzata da uno sviluppo chiaro e lineare, senza molti fronzoli dove a contare sono valori come l’onore, il coraggio coraggio e l’amicizia.
Intelligente la scelta di usare al minimo gli effetti speciali legati all’uso della magia, questo tipo di effetti spesso rappresenta una criticità importante all’interno di questo tipo di produzioni televisive, una variabile in grado di far passare il giudizio in pochi frame da un prodotto decente a uno scadente. Interessanti anche i combattimenti, nulla di stupefacente, ma le scene sono ben orchestrate.

Una storia fantasy di facile fruizione, ben curata nella realizzazione e solida nella regia, che nel suo insieme riesce a risultare godibile, lascia la voglia di sapere come continua.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD