L’amore a domicilio: la recensione del film con Miriam Leone

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Da poco disponibile su Amazon Prime video la pellicola con Miriam Leone e Simone Liberati L’amore a domicilio scritto e diretto da Emiliano Corapi.  Se in qualche modo, la premessa data dal trailer e dalla locandina ci aveva illuso di stare per guardare una commedia,il risultato finale si avvicina molto di più a un film drammatico, privo di brillantezza e con qualche piccolo problemino di troppo.

Protagonisti del film sono Renato – venditore implacabile di polizze assicurative  – e Anna, una ragazza ai domiciliari per rapina a mano armata.I loro destini si incroceranno quando lei chiederà al ragazzo di accompagnarla a casa dopo un esame universitario, l’unica via di Anna verso la buona condotta, dando vita a una relazione che li vedrà cambiare per sempre.

La sensazione è che L’amore a domicilio manchi costantemente di qualcosa, a partire da una trama lineare e semplice da anticipare. Il film non ha la verve giusta per fare ridere lo spettatore, ma nemmeno la carica drammatica per sottolineare le sue parti più tragiche, una continua sensazione di mancanza che ci ha accompagnato per tutta la visione .

In moltissimi punti le situazioni appaiono poi forzate o poco plausibili e immediate, per esempio non abbiamo idea del perchè Anna abbia puntato dritto su Renato per avere il passaggio, non sappiamo perchè Renato scarichi la sua precedente fidanzata e non assistiamo mai a un vero e proprio percorso di cambiamento nella ragazza, tanto che ad un certo punto ci si sarebbe potuto aspettare anche un colpo di coda finale, con il cinismo del personaggio di Miriam Leone pronto a guizzare fuori e dare vita a un vero e proprio epilogo drammatico.

Non siamo però davanti a un film totalmente da buttare, le prestazioni del cast sono buone, partendo dal duo Leone -Liberati fino ai personaggi secondari. Ottima anche la fotografia di Vladan Radovic.

L’amore a domicilio è un titolo con un buonissimo potenziale, molto del quale resta però sopito, accontentandosi di prendere quella che secondo noi è solamente poco più della sufficienza. Non abbastanza per un titolo dirottato nei salotti casalinghi per via del coronavirus, ma che avrebbe dovuto uscire nelle nostre sale cinematografiche.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD