Le Strade del male: La recensione

392 0

Arriva nel catalogo Netflix Le strade del Male,trasposizione del libro di Donald Ray Pollock , accompagnato da un discreto hype dato dalla presenza nel cast di un numero significativo di attori interessanti.

Alla regia e alla scrittura del film troviamo Antonio Campos, che ha il compito non semplice di mettere in scena un thriller corale, dove le storie di 3 famiglie differenti, ma unite dal destino si incrociano attraverso un periodo lungo 20 anni. Campos riesce nell’impresa di dare una certa tridimensionalità a ognuno dei tanti personaggi che si muovono all’interno di questo universo, anche a quei personaggi che nonostante una certa importanza all’interno dell’economia della trama generale, appaiono sullo schermo per un periodo breve, ma abbastanza da permettergli di mostrarceli vivi e interessanti, come parti attive in quella che diventerà – a fine viaggio – una sorta di tragica ragnatela che li unisce tutti nella vita e nel dolore.

Nonostante come già detto si tratti di una storia corale, è il personaggio di Arvin Russell interpretato da Tom Holland, a occupare un metaforico posto al centro della storia, come fosse uno snodo principale su cui le altre ruotano avanti e indietro nel tempo.  La durata de Le Strade del male è di quelle lunghette, oltre le 2 ore, caratterizzate da un ritmo decisamente altalenante, ma che nella sua globalità non annoia.

Nel cast spiccano il già citato Holland, alle prese con quella che forse è l’interpretazione più sfaccettata e complessa con cui l’abbiamo mai visto interagire, e Robert Pattinson, che pellicola dopo pellicola sta dimostrando agli spettatori il suo reale valore attoriale inanellando una scia di buonissime prestazioni.Molto convincente anche il lavoro di Bill Skarsgård.

Le strade del male è una pellicola con molti spunti, forse addirittura troppi per una sola pellicola. Forse avremmo preferito un formato dal respiro più ampio come ad esempio quello della miniserie, che avrebbe permesso maggiori sviluppi della trama e delle sue tematiche. Rimane un progetto ambizioso, ben girato e ben recitato, una pellicola solida e convincente, che vale la pena di vedere.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD