The Boys: La recensione della seconda stagione

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Con l’ultimo episodio reso disponibile su Amazon Prime Video e  arrivato il tempo di mettere in archivio anche la seconda stagione di The boys. Una serie che ha sorpreso e travolto tutto con una prima stagione d’impatto, capace di convincere gli spettatori con il suo modo di rileggere il mondo dei super in maniera lontana dalla “bolla” tipica di bontà.  Questa seconda infornata di episodi ha fatto discutere fin da subito, con la scelta della piattaforma di rendere disponibili prima i primi 3 episodi e poi a cadenza settimanale i successivi, scelta che non tutti gli spettatori hanno apprezzato, costretti ad aspettare i 5 cinque episodi successivi.

Una scelta che sicuramente può far storcere il naso quella dello show di Eric Kripke, ma che nel complesso secondo noi ha funzionato abbastanza bene nell’economia più globale della serie, dando maggiore spazio agli eventi che accadono – soprattutto nella seconda metà di stagione – e che trovano il giusto spazio per essere assimilati e discussi nel lungo vuoto che intercorre tra gli episodi. Una situazione a cui sicuramente qualche anno fa eravamo più abituati, basti pensare al mondo di teorie ed elaborazioni più o meno fantasiose che si creavano tra un episodio e l’altro di quel cult chiamato Lost ( ma anche con serie come Fringe).

Nonostante il cambio di rotta iniziale, che vede la storyline procedere in maniera più lenta rispetto a quanto accaduto nella prima, la serie ingrana con il passare degli episodi fino a trovare il ritmo giusto ed esplodere – anche letteralmente – sul finale.

In questa seconda stagione ci sono tanti elementi che si incastrano, tante piccole critiche alla società moderna e all’attualità che si fanno largo ed esplodono. Il nazismo di Stormfront, new entry dei 7 che di fatto è il villain della stagione è la scelta perfetta, un personaggio attuale e che in parte sembra rubare la scena a Patriota, ma che proprio per questo ci permette di vedere ancora più in 3D questa versione distorta e psicopatica di Superman, umanizzandone qualche tratto, ma lasciando immutata la sua aurea di personaggio inquietante.

Al termine dell’ultimo episodio The boys chiude molte delle sue sottotrame, aprendo alle novità in arrivo nella 3 serie già annunciata (così come uno spin-off futuro), novità che sicuramente intrigano e che allo stesso tempo spaventano gli spettatori perchè sono grosse e potrebbero portare ad un grosso cambio negli equilibri di uno show che già ha vacillato nel ripetersi al secondo giro.

La speranza opposta è che questo cambio generale possa servigli a dare una spinta ancora maggiore per il futuro, potendo ora contare su questa che – solamente in piccola parte- ha avuto qualche elemento da stagione transitoria e che ora può lavorare con forza e decisione.

Siamo lontani dall’idea di adattare tutto il potenziale dell’opera originale a fumetti di Ennis, ma dimenticandosi di questo particolare siamo davanti ad una serie che si conferma ben fatta e che lascia la voglia di vedere i nuovi episodi in arrivo nel 2021

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD