Alone: La recensione del film al Trieste Science + Fiction 2020

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Arriva a Trieste il film Alone, pellicola made in USA remake a stelle e strisce della pellicola coreana #Alive disponibile ormai da qualche mese sulla piattaforma Netflix

Esattamente come per #Alive anche Alone gode in qualche modo di una sovrapposizione inaspettata con la situazione globale attuale. Nel film infatti il protagonista interpretato da Tyler Posey si trova in alle prese con una pandemia che trasforma le persone infette in cannibali, in grado di compiere ancora azioni umane come saltare o arrampicarsi e di urlare l’ultima cosa che hanno detto da “vivi”.  Un dettaglio quest’ultimo che aggiunge una certa dose creepy all’immaginario di questo tipo di creature, una sfumatura diversa e inquietante sotto diversi punti di vista.
Aidan si ritroverà a svegliarsi nel suo appartamento, scoprendo dalla TV che il mondo è fuori controllo e capendo alla svelta che deve chiudersi in casa per avere speranza di sopravvivere. Con il passare dei giorni luce, acqua e scorte di cibo iniziano a scarseggiare. Aidan pensa di farla finita, ma all’improvviso come una visione vedrà una ragazza e da questo primo contatto umano le cose per lui cambieranno.

Se avete visto #Alive sicuramente avrete già chiaro in mente dove l’intera pellicola andrà a parare, con la differenza che in questo caso la sceneggiatura ha voluto eliminare quella componente social e tecnologica che tanto era sembrata Fresh nel film coreano.

La nostra sensazione è che il confronto tra questi due film sia vinto dalla pellicola asiatica, dove le due trame si sovrappongono quasi alla perfezione (cioè nel cuore della storia stessa) abbiamo infatti notato maggiore cura per lo sviluppo e per i dettagli in #Alive, piccoli passaggi che rendono maggiormente credibile la componente romantica e più spaventose le creature.  Una brutta caduta visto che a livello di cast Posey , Summer Spiro e Donald Sutherland sono di livello superiore in quanto a recitazione.

Ci sono dettagli interessanti che non vengono sfruttati a dovere da Alone, la sceneggiatura accenna in più punti alla possibilità che le creature siano coscienti delle loro azioni, ma la cosa non viene approfondita. Forse con un maggiore focus su questo punto si sarebbero create le giuste differenze tra i due titoli, permettendo a quella di Johnny Martin di uscire dalla zona d’ombra della precedente.

Il potenziale era tanto, ma secondo noi viene in gran parte sprecato, ed è un vero peccato.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD