Il CEO di Blumhouse Productions, Jason Blum, ha recentemente dichiarato a Cine Pop la volontà di acquistare i diritti di Friday The 13th per dare vita ad un reboot. Non si tratta certamente di una novità per la casa cinematografica specializzata in horror. Precedentemente, Blumhouse aveva fatto lo stesso con The Town That Dreaded Sundown, Black Christmas, Halloween, The Invisible Man e recentemente The Craft. Non sembrano esserci limiti all’ambizione di Blum, sempre corrisposta dall’entusiasmo dei fan.
Prima del quesito di Cine Pop, un fan aveva utilizzato la piattaforma di Fandom per avere aggiornamenti in termini di realizzazione di un nuovo film. La risposta di Blum era stata “Mi faccio la stessa domanda! Non ho una risposta. Ma come detto in precedenza, vorrei farlo ed è molto complicato, eppure spero di riuscirci un giorno. Che ne dite? Non è la risposta che vorrei sentire, perché’ mi piacerebbe farlo subito, ma non è possibile”.
A differenza di altri franchise, l’acquisto dei diritti per Friday The 13th risulta estremamente macchinoso ed il motivo è molto semplice: c’è in attivo una battaglia legale – peraltro alquanto confusa- che ne impedisce la messa in scena.
In sostanza, il filmmaker Sean S. Cunningham girò il primo film della serie ingaggiando Victor Miller per la scrittura, così da prendere possesso della sceneggiatura destinata a portare il nome di Fiday The 13th. Questo fu il primo step verso la creazione del franchise che spopolò tra gli anni ’70 e ’80. Miller volle acquisire maggiori diritti sulla creazione, tanto che vinse il primo processo citando un’ambigua legge sul copyright.
Inoltre, a rendere il tutto più misterioso, è che il protagonista della serie Jason Voorhees non assunse l’aspetto per cui è diventato iconico (coperto dalla maschera da hockey) prima del terzo film. Resta quindi incerta la sua paternità. In conclusione, nessun accordo è stato ancora raggiunto sul destino del brand, ne’ tantomeno sul film. Resta viva la speranza che Blumhouse possa smuovere le acque e prendere possesso dei diritti per dare vita al reboot.