Sleepless Beauty: la recensione del film in anteprima al festival Oltre lo Specchio 2020

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Se siete amanti dell’orrore e bazzicate qua e la sui forum e sulle pagine a tema horror dei social, quasi sicuramente vi sarete imbattuti prima o poi nella creepypasta L’Esperimento Russo del Sonno, un esperimento irreale che vedeva protagonisti cinque uomini che negli anni’40 furono costretti da degli scienziati russi a non dormire per due settimane.

 

Tutto questo per introdurvi a Sleepless Beauty, pellicola horror  proveniente proprio dalla Russia e diretta da Pavel Khvaleev, che abbiamo visto in anteprima al festival Oltre lo Specchio 2020

Una ragazza di nome Mila viene rapita. I rapitori ignoti la tengono in un vecchio garage, le parlano attraverso un altoparlante e stabiliscono regole rigorose: non deve dormire, ma deve svolgere bizzarri compiti che hanno preparato per lei. Sembra tutto quanto il frutto delle idee malate di qualcuno, per il suo macabro divertimento. Tuttavia, la ragazza non sospetta affatto di essere parte di un esperimento spietato

Siamo alle prese con un film horror che appartiene al filone Torture porn, la malcapitata Mila viene costretta a non dormire e a guardare dei video attraverso un visore AR dove sono proiettate immagini weird e inquietanti, una sorta di video girato da HR Giger in trip da acido dove si muovono creature dall’aspetto disumano. Una sequenza che più avanti nel film comparirà più volte e sarà visibile anche per lo spettatore e che possiamo ritenere abbastanza disturbante per un pubblico non abituato a finire in certe situazioni.


La protagonista è costantemente osservata da spettatori, in quella che sembrerebbe essere una versione malata e distorta di una live twitch, dove però, in mezzo al gruppo di sadici e malati che osservano e commentano le torture che la ragazza deve subire troviamo gli admin, i quali fin da subito sembrano portare avanti un altro obbiettivo, ben diverso e forse ancora più inquietante e oscura.

Sleepless Beauty è un titolo che però oltre a disturbare lo spettatore con alcune scene non ci ha convinto a pieno, la sua trama è infatti fin troppo lineare. Le tematiche a disposizione della sceneggiatura scritta da Aleksandra Khaleeva rimangono praticamente incompiute, il film si limita a mostrarci l’essenziale saltellando dalle telecamere a circuito chiuso alle immagini da vicino nella cella di Mila, senza tuttavia approfondire molte cose.

Con qualche accortezza in più dal punto di vista della sceneggiatura questo film avrebbe potuto diventare molto più interessanti per i cultori del genere, che invece si troveranno un prodotto che non soddisfa a pieno il loro palato, se non per le scene AR descritte in precedenza, un peccato.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD