2 anni dopo gli eventi del primo film, Cole affronta il vero inferno – il liceo- dove nonostante sia sopravvissuto alla sua babysitter Bee e alla sua setta satanica è preda di bulli, il tutto mentre nessuno sembra credere alla sua versione dei fatti. Cole non si mai ripreso al 100% dal trauma, al punto che i suoi genitori vorrebbero mandarlo in un liceo speciale per farlo curare, ma le cose sembrano destinate a precipitare nuovamente.
The Babysitter – Killer Queen finisce per essere sostanzialmente una replica del primo capitolo, un sequel che ripercorre volontariamente lo stesso schema che aveva convinto gli spettatori, ma senza l’effetto sorpresa e senza la stessa spinta, privo di trovate originali che ne possano giustificare la visione. Non bastano qualche battutina ben piazzata e una buona dose di splatter a salvare la visione di quello che sembra essere una parodia comedy-horror di uno slasher stile Venerdì 13, con una voglia abbastanza visibile di richiamare gli anni’80 nonostante si tratti di un film ambientato adesso.

C’è ben poco da salvare in questo sequel, che rimane nonostante tutto un filmetto godibile per una tranquilla serata di streaming, ben lontano da essere un film migliore del precedente, che come dichiarato dal suo stesso regista era l’obbiettivo di questo titolo. McG (al secolo Joseph McGinty Nichol)– dopo Terminator Salvation e Charlie’s Angels – Più che mai – finisce ancora una volta preda dei seguiti evitabili. Forse con un po’ di cura extra in fase di scrittura e di realizzazione avrebbe potuto avere maggiore successo, invece il risultato finale è decisamente piatto.

