Gears of War 4 RECENSIONE: Xbox One devasta di forza bruta

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Non è la prima volta che Microsoft va contro i gusti del  pubblico. Era già accaduto con Halo 4, gioco che fu davvero sommerso di critiche non per la sua fattura, bensì per la sua esistenza assolutamente non necessaria ai fini di espandere l’universo di Halo. Espansione che tr ale altre cose i fan non volevano. Ma non si può dire che Microsoft sia l’unica a creare seguiti non necessarie di saghe concluse. Alla fine anche Uncharted 4 fa parte della stessa stirpe, ma in quel caso non sembra essere andata male. Sinceramente non andò male nemmeno con Halo 4 dopotutto.

Il fatto è che tutti noi abbiamo bisogno di confrontarci con le serie che amiamo nelle loro versioni aggiornate e continuative e questo Microsoft lo sa, lo sa benissimo.

Vi è però una serie videoludica che ha reso grande e prepotente quella strana console bianca che dava problemi di riscaldamento: Gears of War. La serie si impose velocemente grazie a un gameplay fluido, a un multiplayer pazzescamente stabile e soprattutto a una grafica da capogiro. L’ultimo capitolo è uscito nel 2011 concludendo di fatto l’intera saga. Che poi è stata ripresa con Gears of War: Judgement con risultati pessimi. E successivamente ancora una volta da Gears of War 4 che, pensate che sorpresa, sto per recensire.

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E’ ora di entrare nei bastioni di Gears of War 4

RIFACCIAMOLO DA CAPO

Quello che inizialmente doveva essere solo “Gears 4”, si è trasformato successivamente in “Gears of War 4”. Il nome in questi casi è in realtà importantissimo perché determina la natura dell’oggetto che rappresenta. La differenza tra Spin-off e sequel può essere gran parte definita dalla scelta del titolo e in questo caso quanto scelto da The Coalition  parla chiaro: Gears of War 4 è un sequel, un seguito diretto di un’opera finita e soprattutto un seguito che nessuno voleva.

E’ però vero che i giocatori volevano provare l’ebbrezza di un Gears of War progettato totalmente per la nuova generazione. il che va in contraddizione con quanto appena espresso. Un desiderio implicito, poco condiviso e che i giocatori tendevano a nascondere, ma che alla fine si è concretizzato in un prodotto fatto su misura per i fan della saga degli scimmioni da guerra. Quello che subito salta all’occhio entrando nel menù principale è il grande senso di familiarità che si ottiene guardando l’architettura dei menù e dei contenuti proposti. Tutto sembra esser lasciato inalterato, come se Gears of War 4 non fosse altro che la versione cristallizzata e conservata dell’ormai lontano Gears of War 3.

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Tutto è davvero al suo solito posto, devastazione inclusa

Tutto è al suo posto, nulla è cambiato. Sicuramente l’ambizione di The Coalition era proprio quella di far sentire i giocatori a casa e proprio da questo si comprende quale sia stata la filosofia di sviluppo di GoW 4: creare la miglior esperienza di Gears of War possibile, non tanto per trovare nuovi giocatori ed imporsi sul mercato, bensì per soddisfare quel desiderio descritto poc’anzi puntando direttamente a chi Gears of War già lo conosce. Ma quindi che cos’è questo quarto capitolo? Non è un reboot e tecnicamente è un sequel che va a rivelare una trama che nessuno voleva conoscere non è nemmeno un vero seguito in quanto va a scoprire una parte di trama che nessuno voleva conoscere.

Però sappiatelo sin da subito: tutto funziona alla perfezione.

 

NON ESALTARTI PER L’ESALTATO

Non vi è in realtà molto da dire nei confronti di Gears of War 4 e questa volta ho davvero poco da dire. Sostanzialmente perché è Gears of War, nè più nè meno. Non vi sono innovazioni e non vi sono mutazioni nel gameplay, nemmeno nel multiplayer. Gears of War 4 sembra essere un clone perfetto della trilogia conclusa e pad alla mano non tenta in alcun modo di essere qualcosa di diverso o qualcosa di migliore. In single player funziona bene, il multi va invece alla grande grazie soprattutto all’infrastruttura Azure che su Xbox One fa davvero faville. Tuttavia Gears of War 4 offre tonnellate di sbloccabili e di personalizzazioni. The Coalition ha colmato la lacuna dell’originalità con tantissimi contenuti in-game con cui personalizzare la propria esperienza soprattutto in multiplayer e in generale come idea funziona. Ci sono un sacco di personaggi da sbloccare (alcuni faranno scendere una lacrimuccia), decine di skin per le armi da applicare, trofei e medaglie da ricercare. Insomma: Gears of War 4 si dimostra essere il Gears of War più completo a livello contenutistico, dando l’impressione che ci sia sempre qualcosa da fare ed effettivamente è così. Proprio per questo motivo il gioco riesce a intrattenere quanto serve e soprattutto a essere esaustivo per chi cercava l’esperienza GoW definitiva.

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Gears of War 4 è il Gears of War più completo di sempre

MA COSA FUNZIONA DAVVERO?

Gears of War 4 è afflitto da quello che io chiamo “Effetto Halo 4”. E’ un gioco che non serve, è un gioco uguale esattamente al suo diretto predecessore per quanto concerne il gameplay, ma è un gioco dannatamente bello. La trama di GoW 4 è infatti davvero coerente con l’universo che rappresenta, ben raccontata e soprattutto di gran lunga più dettagliata rispetto a qualsiasi Gears of War passato, Judgement compreso. Il gameplay è ancora più fluido grazie all’introduzione di nuovi armi e nemici che riescono a diversificare ancor di più l’azione rendendo ogni scontro ancor più spettacolare e inaspettato. Il tutto sorretto da un impianto tecnico che fa davvero il baffo ad Uncharted 4: l’Unreal Engine 4 utilizzato in questo Gears of War si mostra infatti in piena forma e su Xbox One regala davvero faville, su Pc invece è pura magia. Modelli perfetti si sposano in ampie location così dettagliate da far sanguinare gli occhi, ma è lo stile grafico quello ad avere un impatto più forte sul giocatore.

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Gears of War 4 spreme al massimo Xbox One con utilizzo sapiente dell’unreal Engine 4

Si passa infatti dai toni cupi della trilogia a un gioco molto più colorato e vispo e soprattutto artisticamente ispirato. Sin dalle prime battute si può ben capire quanto il  titolo punti soprattutto a un impatto visivo che possa in qualche modo rievocare le stesse emozioni provate nel 2006 e ci riesce alla grande. Se consideriamo che l’UE4 è in bundle con un motore fisico dannatamente pazzesco, quello che si può osservare è un prodotto graficamente raffinato e sicuramente una delle migliori produzioni in ambito grafico del 2016. Da contare anche un frame-rate davvero granitico, con una Xbox One che mostra finalmente i muscoli anche in momenti concitatissimi,come nelle diffuse grandi battaglie ove decine di Robot e tonnellate di esseri organici non umano si confrontano in un campo di battaglia devastato da una tempesta di fulmini. Una vera goduria per gli occhi.

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Gears of War 4 è molto più vispo dei suoi predecessori

Il risultato è davvero splendido e corredato a una storyline coerente e interessante e da un gameplay solidissimo. Con questi ingredienti quello che si ottiene è davvero un gran bel gioco e sicuramente il Gears of War definitivo. Non voglio dire che Gears of War 4 sia il migliore della sua stirpe, ma è quello che offre tutto quello che un fan della saga ha sempre voluto vedere. Nè più nè meno.

IN THE CONCLUSION

Avevo detto che avrei avuto poco da dire nei confronti di Gears of War 4. Per quello che penso è un prodotto molto valido e consigliatissimo a tutti i fan della saga, sopprattuto coloro che vogliono un Gears of War con grafica spaccamascella ricercando le stesse sensazioni del 2006. Tutto gira alla grande e tutto è rimasto invariato. L’effetto Halo 4 si fa però sentire: non si può dire che GoW 4 sia un brutto gioco perché a conti fatti non lo è affatto. Tuttavia non posso premiare a pieni voti un progetto che non possiede nulla di originale, ma alla fine è stato proprio questo l’obiettivo degli sviluppatori. Sta di fatto che si merita il mio rispetto e consiglio il titolo a chiunque voglia esaudire il proprio bisogno di Gears of War da tempo represso, mentre per tutti coloro che non hanno mai giocato alla saga, GoW 4 è un acquisto obbligato.

Magari assieme alla GoW collection per capire al meglio la trama di gioco.

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Verso l’infinito e oltre!
Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.