Antonio Starace – Le 5 domande della Quenny

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Ed eccoci al secondo appuntamento con le 5 domande della Quenny dedicate ai fotografi. Oggi è il momento di Antonio Starace.

Come ti sei approcciato alla fotografia cosplay?

Ero già appassionato di fumetti e animazione ed ho iniziato a frequentare le fiere molti anni fa, ai tempi di Expocartoon. Con le foto ho iniziato circa nel 2007, ad un vecchio Romics, giusto per portare a casa qualche immagine come ricordo, quindi non facevo nulla di eccezionale, nulla di cui essere particolarmente fiero. Ho continuato così finché non ho deciso di tentare qualcosa di diverso, per esempio isolare il soggetto per valorizzarlo un po’, migliorare la qualità dello scatto e fare più attenzione alla post-produzione. Nel corso degli anni, poi, ho conosciuto altri appassionati fotografi come me e molti cosplayer. In questo modo ho potuto anche confrontarmi con altri stili fotografici; inoltre fare amicizia con quelli che sarebbero diventati i “soggetti” delle foto mi ha permesso di scattare con maggior tranquillità e sicurezza.

In base a cosa scegli i cosplayer da fotografare?

Di solito privilegio i cosplayer amici, quelli con cui ho più confidenza o conosco da più tempo. Non cerco necessariamente dei costumi elaborati o appariscenti, mi interessa di più la persona e soprattutto il viso, che preferisco scoperto, in modo che possa trasmettere qualcosa a chi guarda la foto. Non mi piace fotografare i gruppi. Ormai alle fiere non c’è molto spazio, per cui è difficile disporre i gruppi o fare pose valide; tra l’altro io prediligo focali medio-lunghe che con i gruppi non vanno proprio d’accordo (non c’è proprio spazio per mettersi ad una distanza adeguata). Al massimo riesco a gestire due o tre soggetti per volta, ma poi lascio fare a chi è più bravo di me.

Cosa ti dà maggiore soddisfazione?

Non sono un “fotografo” molto attivo, nella maggior parte dei casi non mi vedrete affannarmi alla ricerca dello scatto o vantarmi di averne fatti migliaia, ed alle fiere vado principalmente per incontrare gli amici. Ovviamente mi piace fare foto, ci mancherebbe. Quello che mi soddisfa è innanzitutto il fatto che i cosplayer siano contenti delle foto, che ci si riconoscano e si vedano bene; che siano contenti di pubblicarle in un proprio album o condividerle, magari stamparle, regalarle, venderle… Mi fa piacere che si ricordino di me o che mi cerchino, che vogliano avere foto fatte da me, anche a costo di aspettare taaaanto tempo (sì perché è opinione comune che sia un po’ lento nella consegna). Poi mi piace fare post-produzione, elaborare una foto e renderla migliore, esaltarne delle caratteristiche o, perché no, correggere qualche piccolo difetto.

 Photoshop si Photoshop no ?

Ovviamente sì, che domande. Sono stato istruttore certificato di Photoshop per vari anni e nel caso delle foto penso di utilizzarlo in modo molto rispettoso del soggetto. Non stravolgo volti o corpi, non aggiungo effetti, non accentuo difetti e, cercando di alterare il meno possibile, spesso mi limito solo a rimediare ai miei errori. Personalmente non capisco quelli che si vantano di non usarlo, quando poi è evidente che lo abbiano fatto ed anche male (tipo gli occhi che emettono luce o le fisionomie totalmente cambiate). Polemiche a parte, se il mio obiettivo è produrre una buona immagine, non mi preoccupo tanto del modo in cui è stata fatta, piuttosto mi importa della bontà del risultato.

 Parlaci del fotografo che ha ispirato o ispira il tuo lavoro di fotografo

Questa è una domanda un po’ difficile, non saprei scegliere un fotografo di riferimento perché ne seguo vari sia in ambito generale che specifico del cosplay. In ambito generale di sicuro mi viene in mente Stanislav Puchkovsky, che con attrezzatura piuttosto ordinaria e luce naturale produce dei ritratti che mi lasciano sempre senza parole; oppure Emily Soto e le sue foto così delicate ed eteree. Diciamo che in questo periodo molti fotografi russi o dell’est Europa fanno un tipo di fotografia che mi piace a livello visuale. E russo è anche il famoso Kifir che nel settore cosplay è quotatissimo. In ambito cosplay italiano è altrettanto difficile scegliere e con molti fotografi condivido anche rapporti di amicizia. Sicuramente citerei Manuel Moggio, che conosco da alcuni anni e di cui ho seguito un po’ la carriera, dagli inizi fino all’attuale altissimo livello. Poi c’è Eugenio You Chen, fotografo professionista a 360 gradi e piuttosto attivo con il cosplay. Non posso non aggiungere anche Dizzy (che conoscono e apprezzano tutti), oppure Matteo Domizioli, che conosco solo da pochi mesi ma devo riconoscergli una notevole bravura sia in foto che in video. Voglio anche aggiungere Alessio Buzi che produce sempre un sacco di foto e di notevole qualità. Ecco ne ho nominati tanti e questi sono solo i primi che mi vengono in mente. Spero di non aver fatto torto a nessuno, perché alla fine in questo settore ci conosciamo un po’ tutti e per me è soprattutto il rapporto umano a contare prima delle foto.