Infinite Warfare e il flop su PC, Black Ops 3 risulta migliore

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Anno nuovo, vita nuova, questo è ciò che ogni gennaio siamo abituati a sentirci dire. Ma prima di affrontare nuove sfide e portare contenuti, si spera sempre migliori, è meglio dare uno sguardo a quanto fatto e ai risultati ottenuti. Questo è quello che ogni Software House che si rispetti fa una volta finiti i fuochi d’artificio e le bottiglie di champagne, nessuna eccezione.

Il 2016 ha visto una guerra continua nel campo video ludico, in particolare per quanto riguarda gli FPS. Una vera e propria lotta fra titani. Il pubblico si è diviso e schierato a favore di un titolo piuttosto che un altro portando il mercato ad un continuo bisogno di rinnovamento: l’hype di oggi non è lo stesso di domani. Fra tutti i giochi usciti, come non nominare il duello che c’è stato, e probabilmente non cesserà tanto presto di esserci, tra i colossi di casa DICE e Activision, rispettivamente Battlefield 1 e CoD: Infinite Warfare. Due FPS che hanno alle spalle delle fan base enormi, storie differenti, pretese e obiettivi di tutto rispetto e in continua crescita.

infinite warfare

 

Ciò che però ha fatto drizzare le orecchie in questi giorni non è stato tanto il confronto dei risultati ottenuti da CoD rispetto a Battlefield, bensì in paragone a quelli raggiunti su PC da un cugino di Infinite Warfare uscito nel 2015: Black Ops 3. Ebbene sì, secondo il resoconto dei 100 giochi che hanno venduto di più durante lo scorso anno redatto da Valve, se su console il figlio prodigo è risultato il titolo più venduto negli Stati Uniti, l’utenza che gioca con mouse e tastiera non l’ha pensata allo stesso modo portando Infinite Warfare un passo indietro rispetto al prodotto di Treyarch.

A cosa è dovuta questa drastica differenza? A mio parere la risposta la si può trovare sia nei problemi iniziali che il gioco ha riscontrato, come i cali di frame frequenti che rendevano il gameplay assai meno godibile, sia nel fatto che rispetto ai diversi FPS usciti non riesce ad emergere. Sono innegabili le grandi potenzialità del titolo, ma rimane anche chiaro il fatto che se un giocatore ha da parte alcuni risparmi e deve scegliere cosa acquistare, un CoD ambientato nello spazio con navicelle e armi futuristiche che fanno quasi rimpiangere le vecchie Beretta di Battlefield 1 non attira molto. Forse portare un pizzico d’innovazione non avrebbe fatto male ad Activision, specialmente quando sul mercato ci sono avversari ben poco disponibili a rallentare il passo.

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Io, avendo avuto l’opportunità di provare Infinite Warfare sia in fiera che durante la fase beta prima su PlayStation 4 e poi su PC, facendo un paragone tra le due esperienze mi sono accorta di aver apprezzato maggiormente la partita su console, seppur in entrambi i casi mi sia stata chiara una cosa: non percepivo l’ebrezza del provare un gioco nuovo. Tutti i videogiocatori conoscono quella sensazione di eccitazione mista a mesi di lunga attesa che si sente appena ci si trova ad avviare una partita ad un titolo fresco di pubblicazione o sul punto di uscire. Ecco, mentre correvo, saltavo, sparavo, uccidevo e morivo (questo soprattutto) in quel nuovo mondo di gioco mi sembrava di essere nel solito vecchio cortile sotto casa, anche le cose innovative che avrebbero dovuto tenermi attaccata allo schermo non hanno suscitato in me altro che delusione, nulla di nuovo bolle in pentola.

Per quest’anno non resta quindi che sperare in Sledgehammer Games che si trova già al lavoro per il nuovo Call of Duty e ha da poco pubblicato sul proprio profilo Twitter ufficiale il teaser trailer di questo capitolo, a quanto pare ben lontano da Infinite Warfare in quanto ad ambientazione. Che sia svolta che stavamo aspettando?

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Veronica

Tanto tempo fa, tutti gli uomini vivevano in pace nel calore della luce. Tutti amavano la luce. Ma poi, gli uomini, volendo possederla, iniziarono a combattere tra loro. E l'Oscurità nacque nei loro cuori. L'Oscurità si propagò, ingoiò la luce e il cuore della gente. Coprì ogni cosa e il mondo sparì. Ma piccoli frammenti di luce sopravvissero... nei cuori dei bambini. E con questi frammenti, i bambini ricostruirono il mondo perduto... il mondo in cui viviamo. Ma la vera luce riposa ancora all'interno dell'Oscurità. E per questo tutti i mondi sono ancora dispersi... Piccoli frammenti di mondo, lontani e divisi... Ma un giorno, si aprirà una porta nell'Oscurità e la vera luce ritornerà. Quindi ascolta. Se l'Oscurità ti inghiottisse, ci sarà comunque sempre una luce a guidarti. Credi nella luce e l'Oscurità non ti sconfiggerà mai. Il tuo cuore può diventare luce, respingere l'Oscurità e riportare la felicità. Capisci, Kairi?