Videogiochi a 1.99 euro – Trials of the Gauntlet recensione: il Platform old style Trials of the Gauntlet è un platform d'azione creato in ambiente Unity. Con il suo background Steampunk promette anche una buona soundtrack originale

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VIDEOGIOCHI A 1.99 EURO

Videogiochi a 1.99 euro è una nuova piccola rubrica dedicata ai videogiochi indie sviluppati con budget zero e venduti al prezzo di 1.99 euro. La recensione è quindi stata redatta con canoni di giudizio molto diversi dai giochi tradizionali, ma pur sempre severi nelle loro osservazioni tenendo conto del loro prezzo di vendita e della loro filosofia di sviluppo.

INTRODUZIONE

E’ la prima volta che recensisco un videogioco che viene venduto a un prezzo di 1.99 dollari. In tal senso è per me difficile poter giudicare un prodotto che non ha in nessun modo la volontà di presentarsi come una nuova rivoluzione ludica o di imporsi con nuovi standard. Probabilmente questo progetto è stato sviluppato e poi messo in vendita dopo una serata alcolica tra amici, una di quelle serate in cui dopo l’ennesimo boccale di birra ti ritrovi a sviluppare videogiochi con i framework più basilari di Unity Engine. E magari il giorno successivo alla sbornia, Patrick O’ Connor assieme a coloro che a quanto pare si erano messi a programmare nella festa della serata prima, accorto che il tutto poteva funzionare ha deciso di proseguire lo sviluppo del titolo fino a completarlo. Ecco com’è andata

 

Trials of the gauntlet recensione trials-of-the-gauntlet
La schermata iniziale di Trials of the Gauntlet

IL LANCIO DELLO STEAMPUNK

La storia di Trials of the Gauntlet racconta a grandi linee le vicende di un ragazzo che a quanto pare si ritrova catapultato in una trama dai toni steampunk in cui spesso figurano i nomi di Nikola Tesla e di quelli che sembrano i vicini parenti dello scienziato da me tanto amato. Lo scopo del gioco è quello di attraversare tutte le stanze di quella che si rivela essere una villa davvero gigantesca, con l’obiettivo di trovare e sistemare per le feste lo scienziato pazzo che si è divertito a modificare il corpo del protagonista. Tale infatti, possiede la possibilità di sparare una sorta di arpione retraibile che tra le altre cose può essere elettrificato con le abilità nascoste acquisite successivamente agli esperimenti dello scienziato pazzo.

 

Trials of the gauntlet recensione scienziato
Il protagonista sembra provenire dal futuro (o cosi sembra considerando il suo abbigliamento). Tuttavia non si capisce granché della trama di Trials of the Gauntlet, tranne per il fatto che lo scienziato pazzo sembra Christopher Lloyd in Ritorno al Futuro

 

In tal senso, l’idea di gameplay si definisce in quello che sembra essere un rudimentale platform. Il rampino può essere utilizzato per scavalcare buche e trappole attaccandosi a superfici superiori, mentre il guanto da cui fuoriesce questa diavoleria si può utilizzare per colpire avversari e rompere oggetti tra cui i tanto odiati lampioni. Oltre a questo, il guanto può essere elettrificato esattamente come il rampino per risolvere enigmi e compiere maggiori danni a nemici specifici nonostante la varietà dei medesimi non abbondi affatto. Ho trovato comunque divertente il fatto che, livello dopo livello, background copiato e incollato a parte, la difficoltà delle sezioni platform aumentasse man mano che progredivo nell’avventura. Niente di impossibile o di troppo stimolante, ma penso che Trials of the Gauntlet vada giocato cercando di evitare più nemici possibili aggrappandosi alle varie sporgenze con il rampino.

UN SUONO CHE SI FA NOTARE

Il motore grafico utilizzato è uno scopiazzato Unity Engine che fa il suo dovere senza pretendere nulla da parte del giocatore. La direzione artistica è appena sufficiente considerando che ci si trova davanti a un videogioco di 1.99 dollari, ma certo qualche animazione e background in più non avrebbe guastato. L’idea era sicuramente quella di imitare le vecchie glorie 16-Bit, ma a quanto pare O’ Connor e soci non ci sono riusciti.

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A quanto pare nell’universo narrativo di Trials of the Gauntlet, Nikola Tesla è morto nel 1912

La colonna sonora è invece interessante. Non so esattamente del team l’abbia composta, ma considerando che BrokenDinosaurStudio è formato da artisti provenienti dalle più diverse discipline, posso assolutamente considerare apprezzabile il lavoro svolto dal punto di vista sonoro. E’ una cosa piuttosto comune che negli indie a budget zero la colonna sonora sia il piatto più forbito del banchetto e Trials of the Gauntlet non fa eccezione. Tra le altre cose si può acquistare a parte.

IN THE CONCLUSION

Trials of the Gauntlet è un progetto partorito in tre mesi da uno studios di sviluppo davvero alle prime armi. Progettato probabilmente a budget zero, definisce quelle che sono evidentemente le passioni del gruppo di amici che si è divertito a creare il titolo: Steampunk, Nikola Tesla e platform. Mi è effettivamente difficile consigliare un titolo come questo, ma con una spesa di 1.99 euro/dollari si può supportare uno studios indie che magari, con un budget più solido (ed esistente), può anche creare qualcosa di interessante. Pertanto lo consiglio soltanto a chi vuole in qualche modo investire due euro in una futura manifestazione creativa, perché ludicamente parlando Trials of the Gauntlet non offre nulla di interessante.

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Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.