Milos Forman

Ci ha lasciati Milos Forman, il regista de “Il Nido del Cuculo” e “Amadeus” Dopo una breve malattia, si è spento a 86 anni Milos Forman, il più grande regista cecoslovacco sul panorama internazionale del dopoguerra. Diresse Amadeus.

4290 0

Il regista ceco Milos Forman perde la battaglia contro la malattia

Il regista nativo della Cecoslovacchia, Milos Forman, aveva anche diretto The Firemen’s Ball, Hair, The People vs. Larry Flynt e Man on the Moon. Milos Forman fu un regista anti regime che lasciò la sua terra natia per trovare la libertà creativa negli Stati Uniti, riuscendo a vincere gli Oscar al Miglior film per i capolavori Qualcuno volò sul nido del cuculo e Amadeus. È morto venerdì negli Stati Uniti dopo una breve malattia, come ha detto la moglie Martina, che ha dato la notizia all’agenzia di stampa ceca CTK. Il regista aveva 86 anni.

Il suo manager, Dennis Aspland, ha confermato la morte di Milos Forman a The Hollywood Reporter. Forman attirò per la prima volta l’attenzione internazionale coi personaggi di Black Peter (1964), The Loves of a Blonde (1965), anche candidato all’Oscar per il miglior film in lingua straniera e The Firemen’s Ball (1967), che lo mise in cattive acque col regime comunista in Cecoslovacchia. Milos Forman aveva una sensibilità unica nei confronti dei temi americani, che raccontava attraverso una sensibilità furba e satirica. I suoi film erano solitamente graditi da un pubblico più sofisticato, ma raggiunse anche le proporzioni del mainstream con Amadeus.

Il suo film più famoso però resta forse Qualcuno volò sul nido del cuculo, uscito nel 1975, adattato dal romanzo di Ken Kesey del 1962, narrante la vita all’interno di un’istituzione mentale dell’Oregon. Interpretato da Jack Nicholson, la storia del galeotto che si finge pazzo è stata una vera bomba agli Oscar del 1976, vincendo cinque categorie principali (fotografia, regista, attore, attrice e sceneggiatura adattata). Il secondo caso dei record di Milos Forman fu Amadeus del 1984, interpretato da Tom Hulce nel ruolo di Wolfgang Amadeus Mozart. Il film ha ricevuto undici nomination e otto statuette, tra cui quelle per miglior film e regista. In un’intervista del 2002, Milos Forman raccontò di quando accettò un invito a partecipare a un’opera teatrale a Londra, non sapendo che era la prima anteprima pubblica di Amadeus di Peter Shaffer.

Ero abituato a vedere i film russi e cechi sui compositori, ed erano i film piuttosto noiosi. I comunisti amano fare film sui compositori, perché i compongono musica e non parlano di cose sovversive. Ero seduto nel teatro in attesa di addormentarmi, e improvvisamente vedo questo meraviglioso dramma, che sarebbe meraviglioso anche se non parlasse di Mozart e Salieri. Rimasi incollato al posto fino alla fine. Dopo lo spettacolo ho incontrato per la prima volta Peter Shaffer e gli ho detto che se avesse mai pensato di fare un film, sarei stato molto interessato.

Milos Forman dirige F. Murray Abraham sul set di Amadeus
Milos Forman dirige F. Murray Abraham sul set di Amadeus

Milos Forman, allora già cittadino americano, era tornato a girare il film quasi interamente in Cecoslovacchia. Ha conseguito il suo terzo e ultimo Oscar per The People vs. Larry Flynt del 1996, un dramma sul fondatore della rivista Hustler incentrato sui primi emendamenti. Il suo Man on the Moon del 1999 tentò di spiegare la tormentata creatività comica di Andy Kaufman, con un Jim Carrey superlativo nel ruolo protagonista. Il film, nonostante sia stato un esempio perfetto della capacità artistica dei due, ebbe un impatto piuttosto mite sul pubblico e sulla critica. Milos Forman era nato Jan Tomas Forman il 18 febbraio 1932, il più giovane di tre fratelli, a Caslav, una città fuori Praga. I suoi genitori furono uccisi ad Auschwitz e trascorse gran parte della sua giovinezza in un collegio per orfani di guerra.

All’inizio degli Anni ’50, si iscrisse al nuovo istituto cinematografico dell’Università di Praga, che si dimostrò un terreno estremamente fertile per i giovani di talento che hanno contribuito a creare la Golden Age of Czech Cinema. Dopo essersi diplomato, Milos Forman ha diretto numerosi cortometraggi, tra cui Audition (1964), seguito da Black Peter e The Loves of a Blonde, due film autobiografici ambientati nelle piccole città ceche. “Quando abbiamo iniziato a fare i nostri film, erano film nostrani sulla società ceca e sui cittadini cechi, e chi se ne importava dei cittadini cechi? Il rischio è valso la pena per far sensibilizzare la gente di altri paesi”.

Il suo umorismo e la sua sensibilità anti-establishment si sono espressi meglio nel suo seguente film, The Firemen’s Ball. Qui Milos Forman fece una velata critica alla burocrazia del suo paese che non ha divertito i politici e il film venne bandito dai teatri in seguito all’invasione sovietica nell’agosto del 1968. All’epoca, Milos Forman era a Parigi, in trattative per Take Off, una produzione statunitense sul movimento di protesta giovanile. La sua terra natia era ora sotto il bruto stivale della burocrazia comunista dell’Unione Sovietica, così decise di emigrare a New York.

Milos Forman dirige Jack Nicholson sul set di Qualcuno volò sul nido del cuculo
Milos Forman dirige Jack Nicholson sul set di Qualcuno volò sul nido del cuculo

Taking Off uscì nel 1971, distribuito dalla Universal, ebbe il prezioso contributo di Lynn Carlin, Buck Henry, Ike e Tina Turner, Carly Simon e Kathy Bates, ma fu un disastro finanziario, sebbene riuscì a conquistare il pubblico, entusiasta e anti sistema, soprattutto nelle città universitarie. Tra i collegians che stavano ammirando il lavoro di Milos Forman, c’era anche Michael Douglas, che avrebbe assunto Forman per dirigere l’adattamento de Il nido del cuculo. Successivamente, Milos Forman apprese che il padre di Michael, Kirk Douglas, gli aveva mandato un’offerta per dirigere il film negli Anni ’60, ma probabilmente il pacco postale contenente lo script e la proposta gli fu confiscato dalla polizia segreta.

In The Firemen’s Ball, a detta di Douglas Milos Forman ha manipolato tutti questi personaggi così bene e ha messo in evidenza le debolezze, le vulnerabilità e l’umorismo al loro interno, senza però deriderli, cosa che penso sia anche alla base de Il nido del cuculo.” Forman, che divenne cittadino americano nel 1975, continuò il suo successo nel 1979 con Hair, basato sul popolare musical di hippy Broadway, ed E.L. Doctorow’s Ragtime del 1981, ambientato a New York nei primi anni del 1900. Quest’ultima opera fu l’ultimo lungometraggio di James Cagney, venne candidato a otto Oscar senza vincerne nessuno.

Milos Forman ebbe poi un ruolo minore nella produzione di Heartburn nel 1986, diretto da un altro emigrato europeo, Mike Nichols. Nel 1989 scrisse e diresse Valmont, con protagonisti Colin Firth e Annette Bening in un adattamento del romanzo del 1782 Les Liaisons Dangereuses. Uscito poco dopo Dangerous Liaisons, un altro film basato sul libro, Valmont venne accolto con freddezza dalla critica.

Milos Forman è stato professore di regia filmica e co-presidente della divisione cinematografica della School of the Arts della Columbia University, e ha scritto un’autobiografia, Turnaround, che è stata pubblicata nel 1994. Sposò Martina Zborilova, la sua terza moglie, nel 1999. I loro figli gemelli, Andrew e James, portavano il nome di Kaufman e Jim Carrey.

Il cinema sta cambiando volto, le produzioni adattano i propri standard su concetti economici molto più aderenti al mainstream che alla qualità artistica, la scomparsa, tra le altre, di Milos Forman, ci ricorda quanto il meglio del cinema forse sia già stato espresso, durante un’epoca, quella del dopoguerra, in cui i professionisti del settore ebbero i concetti come perno centrale del successo di un film. Ricordi di un’epoca andata, di cui un’altra parte se ne va con Forma.

Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.