The Humanity Bureau

The Humanity Bureau – La recensione Nicolas Cage protagonista di un thriller distopico dove gli Stati Uniti, per riprendersi da una misteriosa crisi, esiliano chi non produce abbastanza

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Nel prossimo futuro, i cambiamenti climatici hanno causato il caos in alcune zone del Midwest americano. Nel suo tentativo di riprendere il controllo sulla recessione economica, un’agenzia governativa chiamata Humanity Bureau esilia i membri della società ritenuti improduttivi e li bandisce in una colonia conosciuta come New Eden. L’ambizioso e imparziale assistente sociale Noah Kross (Cage) indaga sul caso presentato da una madre single, Rachel Weller (Sarah Lind) e da suo figlio Lucas (Jakob Davies). Conoscendo l’ingiusto destino del ragazzo, innocente, e contro i desideri del suo superiore, Adam Westinghouse (Hugh Dillon), Kross decide di agire per poter salvare la vita della madre e del bambino e per smascherare la verità sui segreti dello Humanity Bureau una volta per tutte.

The Humanity Bureau

che da noi verrà poco sensatamente tradotto in 2030 Fuga per il futuro è un film thriller dalle tinte post apocalittiche diretto da Rob W. King su una trama scritta da Dave Schultz.

Un film Canadese che parla di un mondo americano che cerca di riprendersi dopo una misteriosa calamità con il solito motto : Only the brave che li porta ad allontanare tutti i coloro che non risultano utili alla società; il tutto ambientato in un atmosfera leggermente distopica nei tratti, ma con caratteristiche da mondo contemporaneo ( niente macchinate alla Mad Max oppure tecnologie vintage sparse qui e la ) . L’idea di fondo del film è presa a piene mani da altre pellicole, una sorta di Frankenstein che comprende spunti da classici come 2022: i sopravvissuti, senza nemmeno provare a coprire le tracce lungo il percorso, ma senza nemmeno darci molte informazioni sul background di ciò che è successo veramente.

The Humanity Bureau

Una trama troppo debole, lo svolgimento narrativo finisce su binari già visti e accompagna lo spettatore fino ad un finale abbastanza ovvio, lasciando addosso la sensazione costante di essersi persi un pezzo per strada, qualche dettaglio che avrebbe potuto dare maggiore profondità o senso alle azioni dei protagonisti nei 95 minuti che compongono la pellicola.

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Al centro del cast uno svogliatissimo Nicolas Cage, ben lontano dalla voglia che traspare nel recente Mom and Dad, assieme a lui troviamo anche Sarah Lind (True Justice), Hugh Dillon (Flashpoint) e il giovanissimo Jakob Davies (visto nella serie Once upon a time) .

The Humanity Bureau è il tipico titolo dal budget ridotto adatto al mercato Direct To Video \ Streaming, che per ragioni non comprensibili potrebbe trovarsi alle prese con il mercato cinematografico, un mondo dove certamente non può avere pretese di successo.

  • Trama
  • Scenografia
  • Fotografia
  • Recitazione
  • Colonna sonora
2.5

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD