Dylan Dog #386 Hyppolita

Dylan Dog #386 – Hyppolita – La Recensione Un’anziana madre in cerca del figlio e un serial-killer detto il Giardiniere nel numero di novembre dell’Indagatore dell’Incubo

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Un buon thriller, con finale a sorpresa. Il numero 386 di Dylan Dog, intitolato Hyppolita, vede l’Indagatore dell’Incubo aiutare un’anziana signora a ritrovare il figlio, dato in adozione quando era ancora un bambino. La donna, Hyppolita Irving, si rivolge a Dylan Dog perchè convinta che suo figlio Colin sia il Giardiniere, il serial killer che sta spargendo morte per le strade di Londra. A dirglielo è il suo istinto materno.

Il soprannome dato dalla stampa all’assassino deriva dal suo modus operandi: seppellire le vittime ancora vive fino al collo, per poi aprire loro la scatola cranica e piantare nel loro cervello un fiore. Un’orchidea, per la precisione. Un’orchidea di una varietà rara, ogni volta diversa.

Riuscirà Hyppolita a ritrovare suo figlio? Ed è davvero Colin il serial killer ricercato da Scotland Yard? L’istinto materno della donna ha colto nel segno?

La trama imbastita da Giancarlo Marzano scorre fluida grazie a una storia in grado di coinvolgere il lettore. La ricerca della vera identità del Giardiniere accompagna fino alle ultime pagine dell’albo, con un finale a sorpresa a chiudere la vicenda. Non è un thriller mozzafiato, anzi alcune soluzioni narrative sono ampiamente annunciate o preventivabili, ma Hyppolita è comunque una storia piacevole che si fa leggere volentieri.

Buoni i dialoghi, in cui spiccano alcune frasi topiche che vengono ripetute più volte nel corso dell’albo e che incarnano alla perfezione gli aspetti salienti del racconto.

I disegni di Piero Dall’Agnol, coadiuvato da Francesco Cattani, sono caratterizzati da un tratto asciutto ed essenziale. Un tratto in alcuni casi persino duro e spigoloso, che per questo potrebbe anche far storcere il naso a qualcuno, ma che richiama in modo efficace le ambientazioni cupe tipiche della serie. Di certo non si tratta di poca cura nella realizzazione delle tavole, anzi rappresenta una precisa scelta stilistica di sintesi grafica.

Nel comparto grafico da segnalare l’uso di ben due splash-pages, evento piuttosto raro nella serie regolare di Dylan Dog, e la stupenda copertina realizzata da Gigi Cavenago (e questa, invece, ormai non è più una notizia, data la regolarità con cui, albo dopo albo, l’artista milanese sforna cover spettacolari).

Il prossimo numero di Dylan Dog, Che regni il caos!, inaugurerà il Ciclo della Meteora, destinato a sconvolgere la serie della Sergio Bonelli Editore. Per l’Indagatore dell’Incubo, come recita la quarta di copertina di Hyppolita, “niente sarà più lo stesso”.

Roberto Iacopini

Roberto Iacopini

Classe 1984, insegnante, giornalista, sta ancora cercando di espandere il suo cosmo per raggiungere il settimo senso... ma si accontenterebbe del quinto e mezzo