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BumbleBee: la recensione del film Lo spin-off di Transformers si allontana dallo stile dei precedenti film, guadagnandosi i consensi del pubblico.

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Bumblebee, primo spin-off della saga dedicata ai Transformers uscirà nelle sale italiane il 20 dicembre 2018. Il film, diretto da Travis Knight, al suo primo live action dopo Kubo e la Spada Magica, ha come unico protagonista l’autobot Bumblebee ed è ambientato vent’anni prima del primo Transformers; questo lo rende quindi un prequel della saga. Nel cast troviamo Hailee Steinfeld (Ender’s Game), John Cena (Giù le mani dalle nostre figlie), Kenneth Choi (Captain America – Il primo Vendicatore) e Gracie Dzienny. L’ultimo capitolo della saga principale, Transformers: L’Ultimo Cavaliere, è uscito il 22 giugno 2017 in Italia; mentre Transformers 6 è previsto per il 2019. Il fumetto di BumbleBee è invece uscito i primi giorni di Dicembre, edito da Edizioni DB (per maggiori info clicca qui)

L’anno è il 1987, Bumblebee in fuga si nasconde in uno sfasciacarrozze in una piccola cittadina sulla costa californiana. Charlie (Hailee Steinfeld), quasi diciottenne, sta cercando il suo posto nel mondo quando trova Bumblebee, rotto e segnato dalla battaglia. Quando Charlie lo risveglia, scopre rapidamente che non si tratta del classico maggiolino giallo Volksvagen…

BumbleBee riscatta il franchise di Transformers

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Bumblebee sorprende, riuscendo a riscattare e ringiovanire il franchise di Transformers, divertendo il pubblico, rinvigorendo e focalizzando il legame tra i giovani umani e i bot. Parte di questo cambiamento positivo è dovuto al fatto che Travis Knight si sia conquistato la sedia del regista, dopo il lungo sodalizio tra Paramount e Michael Bay, che ha diretto i primi cinque film. Il background di Knight nel mondo dell’animazione aiuta e sostiene la storia, rendendo Bumblebee un effettivo viaggio emotivo. La filosofia del “Less is More” è l’arma vincente del film e Knight, al contrario di Bay, ha saputo sfruttarla al meglio. Tuttavia, il divario stilistico tra la saga principale e lo spin-off potrebbe turbare i fan del franchise e, in particolar modo, gli amanti dello stile registico di Bay.

Bravissima Hailee Steinfeld nei panni di Charlie, la giovane e ribelle protagonista. Il profondo disagio causato dalla morte del padre spinge la giovane Charlie ad allontanarsi da una famiglia “eccessivamente amorevole” e la rende, di fatto, la persona ideale a prendersi cura del transformer. Tra i due viene a crearsi un profondo rapporto di amicizia che permetterà a BumbleBee di compiere grandi gesta, altrimenti impossibili da realizzarsi.
Anche in questo caso, il personaggio di Charlie, risulta avere molta più profondità rispetto ai suoi predecessori Shia LaBeouf e Mark Wahlberg. Menzione speciale per John Cena che, al netto delle sue capacità attoriali, riesce a dare il meglio in un ruolo costruito apposta per lui.

BumbleBee riporta gli anni ’80 sul grande schermo

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Strizzando l’occhio al trend del momento, lanciato da Stranger Things, BumbleBee riesce a toccare le corde della malinconia di tutti coloro che sono stati giovani negli anni ’80; lasciandoci così trasportare in un epoca tanto vicina quanto distante, sulle note della musica di quegli anni.

BumbleBee prende spunto anche dai grandi successi del cinema anni ’80; principalmente dai film che hanno reso celebre Steven Spielberg, che figura tra i produttori esecutivi di BumbleBee. Il film, acquisisce così, quella dolcezza e attenzione ai rapporti umani che mancava ai suoi predecessori, rendendolo decisamente più appetibile al grande pubblico. Il profondo rapporto di amicizia tra la giovane ragazza e l’autobot venuto da lontano, ricorda un altro classico del cinema anni ’80: E.T. –  L’Extraterrestre.

In conclusione BumbleBee è un film che piace, piace anche a coloro che non amano o non hanno seguito il franchise principale. I nuovi elementi messi in gioco da Travis Knight portano una ventata di aria fresca e si dimostrano ingredienti segreti di quello che sembra rivelarsi un grande successo di pubblico.

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Giulia Cascella

Giulia Cascella

Giurista cinefila, classe 1990. La grande passione per il cinema mi ha accompagnata nei temibili anni adolescenziali, dove brufoli e amori platonici si sono mescolati ai protagonisti del grande schermo. Ho curato la regia di alcuni video pubblicitari e scattato diversi servizi fotografici.