Aquaman: La recensione Jason Momoa e James Wan sono chiamati a una missione ben più grande che salvare Atlantide, salvare il DCEU, ci saranno riusciti ??

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Il 2019 dei cinecomics si apre all’insegna del mondo DC Comics, con l’arrivo in sala del film Warner Bros dedicato a Aquaman, diretto dal regista James Wan. L’atlantideo interpretato da Jason Momoa, che ha fatto la sua prima apparizione nel tanto bistrattato Justice League, è qui chiamato al compito di paladino del DCEU, un universo narrativo quanto mai vicino al fallimento che cerca di dimostrare che Wonder Woman non è stato un caso, ma che è ancora possibile una redenzione.

La sfida di James Wan e di Aquaman è quindi molteplice e contro svariati avversari, non ultima quella con l’immagine pubblica del protagonista stesso, che il grande pubblico recepisce come pessima per via delle numerose prese in giro costruite in passato da grandi show come The Big Bang Theory .

A fare la differenza in questa pellicola è il talento di Wan alla regia, capace di pescare in egual misura dai due filoni che ne hanno segnato il successo, Fast and Furious e l’orrore, gestendo quindi molto bene sia la natura da blockbuster di Aquaman che quella più narrativa e chiassosa, che punta al cuore e alla mente dello spettatore più che a riempire semplicemente gli occhi.

Questo cambio di stile avvicina in maniera inequivocabile il mondo DC a quello dei film Disney\Marvel ammorbidendo i toni rispetto al clima oscuro delle pellicole precedenti, ma senza mai tentare di forzare la battuta anzi lasciandola sempre molto naturale, unica pecca la ripetizione quasi esagerata di un determinato trick legato alle esplosioni, ripetuto forse troppe volte.

La Warner sta quindi costruendo su Arthur Curry un personaggio “genuino” e non troppo serioso; caratteristiche che vestono perfettamente sul suo protagonista Jason Momoa, realizzando così un blockbuster scanzonato e divertente, un prodotto per l’intrattenimento che porta in scena una trama senza fronzoli, lineare quanto basta per essere vista a cervello spento, ma con gli occhi aperti pronti a cogliere tutte le meraviglie che Atlantide ha da offrire al nostro sguardo.

Buona la scelta da parte della produzione di imitare quanto fatto dai rivali con Black Panther, consentendo al film di vivere totalmente di vita propria, abbastanza vicino al filone centrale dell’universo narrativo, ma non così tanto da subirne influenze o conseguenze dirette, anche perchè nei rari momenti in cui la trama rimanda a quella degli eventi precedenti il risultato è confuso, quasi come mancasse qualcosa per far collimare le due trame.

 

Oltre al ruolo totalmente centrale del protagonista, nel cast troviamo attori importanti come Nicole Kidman e  Willem Dafoe, che nonostante un pedigree e una capacità indiscutibili svolgono il loro compitino stando fra le seconde linee, maggiore spazio trova invece la principessa Mera interpretata da Amber Heard vera e propria co-protagonista. Sulla sponda opposta, nel lato dei cattivi, troviamo due personaggi: Black Manta e Re Orb. Il primo – nonostante una prestazione attoriale convincente  – è poco più di uno sparring partner inserito per espandere la narrazione, il fratellastro di Arthur invece rappresenta il vero villain, ben caratterizzato e carismatico .

tutti i dettagli sui costumi di scena

Un interessantissima evoluzione che, se gli studios decideranno di continuare su questa rotta, è destinata a portare finalmente sulla retta un grosso competitor  per l’universo MCU, se due indizi già li abbiamo, non ci resta che attendere Shazam! per sapere se abbiamo una prova.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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