6 Underground: La recensione del film Un Michael Bay a piede libero nel catalogo di Netflix

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Negli Scorsi giorni ha fatto la sua comparsa nel catalogo Netflix l’attesissimo 6 Underground, nuovo film diretto da Michael Bay e con protagonista Ryan Reynolds

Sei individui provenienti da tutto il mondo, ognuno il migliore nel proprio campo, sono stati scelti non solo per le loro abilità, ma per il desiderio comune di cancellare il loro passato per cambiare il futuro. La squadra è riunita da un enigmatico leader (Ryan Reynolds), la cui unica missione nella vita è garantire che, mentre lui e i suoi compagni  non saranno mai ricordati, le loro azioni lo saranno sicuramente.

Fin dai primi minuti, con il tanto discusso inseguimento in macchina per le vie di “Firenze” 6 Underground mette subito in chiaro allo spettatore quello che vedrà all’interno del film: un condensato di puro Bay, solo il suo stile poteva essere in grado di generare e controllare tutto il caos a cui assisteremo all’interno di questa sequenza, un confusione di scene in movimento, cambi di camera e di focus in cui probabilmente molti altri si sarebbero totalmente persi.

Negli anni il regista è stato più volte criticato per i suoi film, ma la sensazione è che Netflix gli abbia lasciato completamente carta bianca e che il regista si sia completamente lasciato andare, libero di “giocare” e mettere in scena tutto quello che gli passava per la mente.

Ci sono inseguimenti in macchina, scene d’azione, esplosioni, esplosioni e ancora esplosioni, tutto il suo repertorio classico qui viene portato a un nuovo livello, quasi fosse una versione in salsa Netflix degli ultimi Fast & Furious, ma con Deadpool alla guida del cast e una trama che richiama gli elementi classici del heist movie.

La trama scorre da una maxiscena in cui accade di tutto all’altra – per un totale di 3 scene alla Bay –  con momenti più tranquilli nel mezzo per permettere agli spettatori di riprendere fiato nell’attesa di un nuovo putiferio,sicuramente la sceneggiatura non è il punto forte di questo titolo, che però – al netto di numerose critiche dovute a gusti personali – può contare su un ottimo comparto visivo e su una serie di gag divertenti messe nei punti giusti.

L’intenzione di renderlo un franchise viene sbattuta in prima pagina praticamente subito, viene fatto notare che il team si è posto 9 obbiettivi, il primo dei quali è il villain di questo film, più esplicito di così non sappiamo come avrebbero potuto rendere il concetto, lo stesso vale per il product placement, con sponsor e loghi volutamente visibili

6 Underground non ha nulla di nuovo o innovativo nel suo interno, è un film d’intrattenimento puro, girato da un regista che si è divertito a fare tutto nel modo più assurdo possibile, incollando lo spettatore allo schermo e regalandogli 2 ore di blockbuster in formato Netflix con cui rilassarsi e divertirsi.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD