Weekend: La recensione

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Disponibile dallo scorso 17 dicembre nel catalogo di Amazon Prime Video troviamo Weekend, film made in Italy diretto da Riccardo Grandi 

Una pellicola thriller abbastanza fuori dai soliti schemi del nostro cinema, che ha l’ambizione di mantenere la tensione alta per tutta la sua durata, cercando di catturare l’attenzione di noi spettatori con una storia ben gestita e qualche colpo di scena non sempre facilmente intuibile dalla distanza.

La storia vede protagonista una compagnia di amici, Michele, Roberto, Giulio e Federico, che dopo essersi persi di vista all’università si rincontrano alla mostra di Veronica, la madre di Alessandro. Il ragazzo era il quinto elemento della loro compagnia, fino a che non ha deciso di suicidarsi al termine di una serata tra alcool e droghe in un isolato chalet di montagna. I quattro amici dopo aver brindato alla mostra si risveglieranno proprio in quello stesso chalet, immerso nella neve e durante una bufera, costretti a ripercorrere ciò che è accaduto anni prima e trovare un colpevole, prima di morire di freddo e fame.

 

La trappola in cui i 4 protagonisti si ritrovano al termine dell’inaugurazione della mostra li costringerà a mettersi a nudo, a rivelare segreti e risvolti mai narrati a nessuno, in un crescendo che vedrà minuto dopo minuto cedere la loro amicizia e coesione iniziale, una trama che è già stata utilizzato in passato, ma che risulta ben scritta e pensata e per questo funziona. Con il passare del tempo una serie di flashback ci riporterà alla serata che ha portato alla morte di Alessandro, alla verità chiusa in quello chalet, vero e proprio protagonista della storia assieme ai 4\5 personaggi.

Come detto prima, uno dei pregi di Weekend è quello di riuscire a convincere lo spettatore di aver intuito quale sia il ruolo di ognuno dei 4 amici, salvo poi farlo ricredere con i passi successivi, costruendo personaggi che mutano nel corso degli eventi e dando loro una tridimensionalità interessante. Alessio Lapice, Eugenio Franceschini, Jacopo Olmo Antinori e Filippo Scicchitano fanno un buon lavoro nei panni del gruppo di amici, ma è Lorenzo Zurzolo – probabilmente aiutato anche dalla sua esistenza solo nel passato – a risultare il più n naturale e a proprio agio nei panni di Alessandro.

Non siamo alle prese con un film perfetto, come spesso accade alcuni passaggi risentono di piccole forzature o situazioni in cui è difficile immaginare di agire allo stesso modo, ma nell’insieme si tratta di una visione che abbiamo trovato gradevole, ancora di più ricordandoci che si tratta di una pellicola nostrana alle prese con un territorio dove è raro vedere opere di questo tipo. C’è ancora tanto da migliorare lungo la strada, ma questa ci è sembrata una buona partenza.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD