Fino all’ultimo indizio: La recensione

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Fino all’ultimo indizio, ultima fatica del regista di The Founder –  John Lee Hancock – è arrivato da qualche giorno in esclusiva digitale sulle maggiori piattaforme del nostro paese (disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity) .

Il Vice Sceriffo della Kern County, Joe “Deke” Deacon (Washington) viene mandato a Los Angeles per quello che doveva essere un veloce incarico di raccolta di prove. Al contrario, si trova coinvolto nella caccia al killer che sta terrorizzando la città. A guidare l’indagine, il Sergente Jim Baxter (Malek) che, colpito dall’istinto di Deke, richiede il suo aiuto non ufficiale. Ma mentre danno la caccia al killer, Baxter ignora che l’indagine sta riportando a galla alcune situazioni vissute in passato da Deke, svelando segreti scomodi che potrebbero mettere a repentaglio molto più che il suo caso.

Hankock ci porta indietro negli anni’90, un periodo perfetto per costruire un thriller d’impronta classica, senza il peso di tutte le nuove tecnologie a rendere “più semplice” il lavoro dei poliziotti nel catturare i serial killer che terrorizzano gli States. L’intenzione del regista di costruire il suo film attorno a quelli che sono i paradigmi del genere è palese, abbiamo un vecchio agente segnato dall’ossessione per il caso che ne ha distrutto la carriera e la vita, affiancato da quello che sembra essere il suo erede, un giovane decisamente brillante che come Joe sembra destinato a cadere nella trappola del rimorso.

FIno all’ultimo indizio vive dei suoi personaggi, ruota attorno alla possibilità di redenzione del personaggio di Denzel Washington e dell’equilibrio precario di quello di Rami Malek. Tra i due però è il primo a divorare la scena regalando una prestazione ben costruita e solida, mentre all’ex interprete di Mr. Robot rimangono pochi spazzi per brillare, chiuso anche dal terzo incomodo Jared Leto, nei panni di un sospettato decisamente inquietante, con il quale l’attore dimostra un gran feeling.

Se cercate una pellicola piena d’azione, questo non è il titolo che fa per voi.  Fino all’ultimo indizio è un thriller che funziona, ben scritto e solido, crea una buona dose di tensione fin dai primi istanti e riesce a mantenerla presente fino alla fine , un compito che non tutti riescono a portare a termine. Il finale ambiguo non accontenterà tutti gli spettatori, ma è coerente con l’atmosfera e la storia che Hancock ha costruito per i suoi personaggi e per questo ci ha soddisfatto

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD