God of War Ragnarök: è subito polemica sul design di alcuni personaggi del gioco

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Il trailer del nuovo titolo di God of War, prodotto da Santa Monica Studios, è il più visto dopo il Playstation Showcase. Insieme al trailer sono stati mostrati i concept art dei nuovi personaggi, poco dopo è subito scoppiata una polemica sull’aspetto di alcuni di questi. Ma vediamo cosa è successo e come hanno risposto gli sviluppatori.

Nel nuovo titolo di Gof of War, Kratos e Atreus continueranno la loro avventura e incontreranno nuovi personaggi appartenenti alla mitologia norrena, già citati nel titolo precedente. Finalmente è stato svelato il design finale di Thor, al centro di una delle polemiche: un uomo corpulento, grosso, con lunga barba e capelli rossi. Alcuni fan l’hanno definito troppo grosso, citando subito il Thor del MCU.

Eric Williams, il director di God of War Ragnarok ha spiegato la visione dello studio riguardo Thor: “Vogliamo solo che sia un tizio grande. L’interpretazione della Marvel è una cosa. È interessante, ma noi volevamo andare un po’ più a fondo nella mitologia stessa”.
Thor è esattamente come dovrebbe essere un Dio, ossia un essere dotato di una forte e massiccia presenza, poiché la forza non è data dai muscoli, non è il “Dio dei muscoli” ma del tuono; l’abilità di Thor è data dal controllo del fulmine, non si tratta di Hulk, quindi la polemica su questo aspetto è totalmente infondata, ma anzi si apprezza lo Studio e la sua volontà di approfondire la mitologia.
Williams aggiunge poi qualcosa sul suo carattere, già in parte accennato precedentemente da Kratos: “Volevo che si sentisse quasi come un bambino adulto: se hai tutto quel potere e puoi fare quelle cose, non hai intenzione di crescere. Non ne hai bisogno. Fai solo quello che vuoi.”

Passiamo alla prossima polemica, perché sì, quando si tratta di aspetto fisico e questioni etniche, le polemiche sono oramai all’ordine del giorno. Ora si tratta di Angrboða, una gigantessa della mitologia norrena il cui nome significa “presagio di male”. Ve la mostriamo nell’immagine sottostante così che, probabilmente, già capirete di quale polemica si sta per parlare.

Chiaramente la polemica riguarda il colore della pelle, più precisamente l’etnia scelta dallo studio. Alcuni fan si sono subito chiesti, indispettiti: “Come è possibile inserire persone di colore nella mitologia norrena?”.
A questa domanda si potrebbe rispondere che, essendo divinità, nessuno può sapere come fossero davvero fatte e probabilmente potevano cambiare aspetto a loro piacimento. Non si tratta di personaggi storici realmente esistiti, quindi l’interpretazione del loro aspetto è più che libera e dovrebbe essere difficile sentirsi “infastiditi” dal risultato finale.

Matt Sophos dello studio di Santa Monica, ha risposto a tono su twitter“Ci sono nani blu nella mitologia norrena? Loki era forse figlio di un semi-dio greco? Per favore, mostrami nell’Eddas dove dicono che in tutta Jötunn erano bianchi come gigli? Ti risparmio una perdita di tempo… non puoi. Io li ho letti.”

L’Edda è un antico componimento poetico di Snorri Starlusson in cui si narrano gli eventi e le storie della mitologia norrena, ma nessuna storia si soffermò mai sull’aspetto estetico delle divinità, anzi si sottolineava soprattutto il loro aspetto magico, le loro abilità, la loro forza. Essendo la magia un elemento centrale, il fattore dell’aspetto diventa automaticamente mutevole (Loki cambiava aspetto a suo piacimento).

L’utente risponde: “Allora spero che creerete alcuni personaggi mitologici bianchi in un eventuale serie egiziana dei giochi di God of War. Non vorremmo ci siano doppi standard, giusto?” Sophos, come scritto in precedenza, ribadisce che le divinità non sono reali e possono essere ciò che vogliono: “Lo capisco. A te andava a genio Jörmungandr solo perché aveva le scaglie bianche, giusto? Be’, buona fortuna. Spero che troverai un gioco che si adatti alla tua sensibilità” conclude Sophos.

Concludiamo qui questa (purtroppo triste) questione riguardo le polemiche nate proprio in questi giorni. Certo è che siamo stanchi, davvero stanchi, di sentire polemiche a tema body

shaming (come successo anche con Aloy di Horizon) ed etniche, soprattutto quando si parla di personaggi inventati e di divinità.

Nonostante questa parentesi dimenticabile, tutti non vediamo l’ora di vedere come proseguirà quest’avventura nel mondo nordico!