Alan Wake ucciso dal capitalismo: quanto possono far male gli affari?

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Fa male sapere che un’opera d’arte come Alan Wake dovrà tollare dai negozi di tutti il mondo a causa di un meccanismo burocratico mangiadenaro. Perché alla fine è vero: i videogiochi sono soprattutto prodotti commerciali con ovvi scopi di lucro ed è chiaro che siano davvero in tanti a mangiare nello stesso piatto. I milioni spesi dai Publisher per creare un videogioco in una loro modesta parte finiscono proprio nelle tasche dei concessionari di licenze, agenzie o aziende che permettono a terzi di utilizzare un determinato marchio o contenuto protetto da copyright.

Trovo però assurdo che Remedy debba ritirare dal mercato tutte le copie fisiche e digitali di Alan Wake perché una licenza legata a una canzone presente nel bellissimo gioco scadrà oggi 15 maggio 2017. A tal proposito Sam Lake & Co. hanno provveduto a scontare del 90% la copia digitale del loro titolo su Steam che, tra poche ore, scomparirà dalla circolazione.
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E’ anche vero che Alan Wake non è mai stato un videogioco molto fortunato. Dal mio punto di vista è stato ucciso ben tre volte: la prima quando Microsoft tagliò i fondi per lo sviluppo pensando che il titolo non sarebbe mai uscito (inizialmente fu pensato come esclusiva per Xbox 360), la seconda quando la critica sminuì la bellezza della creazione della Software House Finlandese e la terza volta proprio in queste ore, a causa della scadenza della licenza musicale.

Le vendite di Alan Wake non sono mai state altissime, ma si poteva prevedere. Le opere videoludiche di qualità non posso essere comprese da tutto il pubblico giocante, così come allo stesso modo un film di nicchia e molto intellettuale non potrà mai convincere il grande pubblico  che si intrattiene con i film di Michael Bay.

La qualità per essere apprezzata necessita di istruzione e Alan Wake non avrebbe mai potuto mietere “vittime” tra il grande pubblico di massa proprio a causa della sua natura intellettuale e di nicchia. Poco importa: probabilmente Remedy era conscia di quello che stava creando ed è comunque riuscita a confezionare un videogioco davvero incredibile. Nel caso non lo abbiate ancora giocato, oggi è la giornata giusta per acquistarlo.

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Fa strano, fa davvero strano pensare che Alan Wake verrà ritirato dal mercato perché chi ha concesso la licenza vuole assolutamente il denaro utile alla risoluzione del contratto. Dopotutto gli sviluppatori hanno firmato delle carte prima di creare il loro videogioco e di certo non possono tirarsi indietro. Ma è triste pensare come per denaro si è disposti a cestinare un’opera videoludica e pietra miliare del suo genere.

Siamo in un’epoca governata dal capitalismo e poco possiamo fare per evitare questo tipo di situazioni. Comunque una cosa è certa: il titolo non andrà perduto. Lo si potrà recuperare nei mercatini dell’usato, dai privati su Ebay (o siti simili) e magari qualcuno lo recupererà anche “grazie” alla pirateria (Alan Wake è stato violato più e più volte nel corso della sua permanenza sul mercato). Fatto sta che il titolo ritornerà online nel momento in cui Remedy pagherà le sue royalty ai rispettivi detentori e chissà che con il denaro recuperato in questi giorni non deciderà di riscattare la licenza (con gli introiti di Quantum Break non hanno nemmeno pagato le bollette)

E voi? Cosa ne pensate di questa situazione? Siete dispiaciuti di questo improvviso addio di Alan Wake o pensate che Remedy sia una tirchiona e che dovrebbe semplicemente pagare quello che aspetta ai possessori delle licenze musicali?

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.