Le recensioni di Project Nerd: “Banana?Banana!” Recensiamo uno shonen-ai tutto italiano!

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Oggi recensiremo per voi un manga tutto italiano, distribuito dalla casa editrice KASAOBAKE: si tratta dell’opera “BANANA? BANANA!”.

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Il fumetto nasce da un’idea di due giovani autrici, Chiaretta e Bon e Ilaria Chiocca, ed è il primo titolo del genere “shounen-ai” (storia sentimentale tra due persone di sesso maschile) per la casa editrice, che riporta la seguente trama:

Cosa porta un fruttivendolo a vendere solo banane? Di certo, malgrado il nome, Felice non è affatto contento di questa situazione, e il giovane negoziante ce la mette tutta per non andare in fallimento. Del resto, vendendo solo banane, è difficile che un fruttivendolo possa fare grandi affari. Ancora peggio se suddetto fruttivendolo è un povero ingenuo, il quale non riesce ad approcciarsi ai clienti senza che questi siano spinti a chiamare la polizia. Per fortuna c’è Filippo, uno studente di medicina che, per qualche motivo, decide di prendere a cuore il problema di Felice, aiutandolo nel suo negozio. La situazione diventa man mano sempre più surreale quando Filippo si rende conto che, a pochi passi dalla laurea, preferisce la compagnia di Felice allo studio. E se non fosse solo una questione di potassio, ma fosse proprio amore?”

La prima cosa che ho notato (e gradito) è stato l’utilizzo dei retini nelle tavole, per richiamare la nota tecnica utilizzata nei manga giapponesi, per donare ad esse quelle tonalità impossibili da ottenere in un fumetto realizzato principalmente in bianco e nero.
Anche i disegni, così come per la copertina, sono gradevoli, con colori brillanti e vivaci che rievocano lo stile giapponese, ma senza esagerare.

banana protagonisti

La trama è abbastanza classica nel genere shounen-ai, con situazioni tipiche e spesso equivoche, ad esempio uno dei due protagonisti lavora come fruttivendolo ma vende unicamente banane, il che innesca già una serie di situazioni ammiccanti, che tuttavia non scadono mai nel volgare, donando quel pizzico di pepe in più.
I dialoghi sono strutturati in forma diretta e colloquiale, il che li rende fruibili e comprensibili a qualsiasi platea di pubblico, anche se, dato l’uso di “slang”, maggiormente indirizzati verso la parte più giovane dei lettori; lo stile è volutamente non pesante nè tantomeno ricercato, ma consente peròdi comprendere in maniera immediata l’evolversi della trama.

LINK UTILI!

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Puoi scoprire le autrici nella loro pagina Facebook.

FONTE: Sito Ufficiale KASAOBAKE

Sara Roncaglia

Appassionata al Giappone sin dalla tenera età. I suoi hobby sono il disegno, la musica e il cosplay, da sempre è invaghita del mondo del doppiaggio e dopo esser cresciuta con il doppiaggio italiano, scopre il vasto mondo del doppiaggio giapponese, di cui è grandissima fan e spera di poterne conoscere qualcuno! Info sui seiyuu? Lei è la persona che fa per voi!