I Kill Giants – La recensione Tratto da una graphic novel del 2008, un fantasy intimista con protagonista una bambina alle prese con i giganti

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Tratto dall’omonima graphic novel del 2008, in Italia edita da BAO, I Kill Giants rappresenta l’esordio nel mondo dei lungometraggi per Anders Walter, regista danese premio Oscar nel 2014 per il Miglior Cortometraggio con Helium, un opera con più di un punto in comune con questa.

Il film è la storia di Barbara Thorson, una ragazzina americana con qualche evidente problema di socializzazione, considerata dal resto del mondo una ” Stramba” e che crede di essere l’ultimo baluardo di difesa della sua città con un mondo di creature oscure fatte di Araldi, Giganti e Titani.

Un nuovo esponente della categoria fantasy intimista, che di recente ha visto uscire nelle nostre sale anche Sette minuti dopo la mezzanotte (A Monster Calls) di Juan Antonio Bayona, due titoli decisamente simili, quasi complementari. Dove il protagonista del primo si trovava a fare i conti con un lutto da elaborare, Barbara si trova alle prese con l’elaborazione dell’inevitabilità di una morte, quella di sua madre. Un lutto che la sua mente sembrerebbe non in grado di concepire in maniera razionale, portando la sua giovane mente a costruire un mondo fatto di fantasie dove rifugiarsi.
L’arrivo della nuova studentessa Sophia e l’interesse per i suoi problemi da parte della psicologa Mrs Mollé porteranno Barbara ad aprirsi ed affrontare al meglio la minaccia dei giganti e quello che in realtà celano.

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Il limite più evidente di I Kill Giants è il budget di circa 15 milioni di dollari, che hanno costretto la pellicola ad una molto più attenta gestione degli effetti speciali ( comunque di ottima fattura) e di conseguenza hanno limitato la componente fantastica del titolo, rispetto alla controparte a fumetti, rimanendo quindi molto più ancorato al suo lato più “reale”.

La componente emotiva di una trasposizione di questo tipo non può trascendere dall’interpretazione degli attori, lo spettatore deve riuscire a trovare la giusta empatia con loro per poter far attecchire la trama nel suo cuore. Ecco quindi che la scelta dei giusti interpreti diventa essenziale all’economia della pellicola, da questo punto di vista sono da segnalare le prestazioni maiuscole della giovanissima protagonista Madison Wolfe ( Zoo) e di Zoe Saldana (Avatar) nei panni di Mollè, ma anche Sydney Wade e Imogen Poots ( Green Room) non sono da meno.

Anche la colonna sonora che accompagna le scene ha il suo compito, quello di assecondare il più possibile le immagini con le sonorità un po’ indie senza togliere attenzione agli occhi, ma aiutando a riempire alcuni momenti altrimenti troppo freddi.

I Kill Giants è un film ben confezionato in ogni suo aspetto, che ha saputo mettere in scena il meglio della storia da cui è tratto nonostante i limiti finanziari. Non possiamo che consigliarne la visione e sperare che Anders Walter continui su questa strada

  • Trama
  • Scenografia
  • Fotografia
  • Recitazione
  • Colonna sonora
3.6

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD